La castagna più grande del mondo (parte prima)

 

14-11-09 (18).JPGQuando la sveglia suonò, prepotente come ogni mattina, riempiendo lo spazio semi-arredato della piccola camera da letto immersa nel buio, Missy, a differenza del solito, scese senza esitare dal piano superiore del suo letto a castello. Preparò con sollecitudine la colazione e sorseggiando il suo latte caldo si concesse appena un paio di sbadigli. Assaggiò un cucchiaio di miele all’eucalipto, poi filò sotto la doccia. Dopo mezz’ora circa, fu in giardino, pronta a entrare in auto. Aveva portato con sé tutto l’occorrente, proprio come un tempo: lo zaino, la stuoia, una piccola borraccia, il coltellino, la macchina per le fotografie digitali e varie buste di plastica per raccogliere quanto di interessante avrebbe trovato lungo il percorso. Non aveva nemmeno dimenticato la copia cartacea della guida scaricata da internet: negli ultimi giorni essa le aveva insegnato a distinguere i funghi commestibili da quelli velenosi.

Certo, quando accese il motore della sua vettura – una nuova, non più la stessa che era solita guidare un tempo – sentì che gli argini che tenevano a freno la tristezza stavano per cedere, ma, emesso un grosso sospiro, valutò che nel complesso il suo umore era accettabile per continuare, e non impiegò troppo a convincersi che lo spirito col quale avrebbe dovuto affrontare quella giornata sarebbe dovuto essere diverso: quel giorno Missy avrebbe ripercorso il sentiero che aveva seguito qualche anno prima, in sua compagnia.

Aveva celebrato l’anniversario di quell’evento già l’anno precedente e quello prima ancora: malinconicissime parentesi in una vita che, lenta ma inesorabile, ritornava alla normalità.


***


Imboccò la strada statale numero 18, e inizialmente la percorse senza nemmeno considerare l’eventualità di accendere la radio per ascoltare musica. Quando infine le venne in mente, si disse che la sua meta non distava ormai molto, e che non valeva la pena ascoltare musica per così poco tempo.

La verità, invece, è che voleva continuare a concentrarsi sul nostalgico rumore dello sgrovigliarsi dei suoi ricordi più cari: le passeggiate di un tempo, i sorrisi, le tradizioni che, fedeli, si ripetevano ogni anno.

Sospirò, e abbassò il finestrino dell’automobile, sperando che l’aria fresca e impertinente di quell’Ottobre appena iniziato le desse nuova carica.

Lasciata la statale, cominciò a inoltrarsi in una stretta via che si inerpicava sul versante orientale del monte. A dispetto di un Autunno non ancora inoltrato, lungo la carreggiata giacevano centinaia di foglie, rosse e marroni perlopiù, anche se gli alberi che, severi e maestosi, si ergevano ai bordi della strada non sembravano ancora risentire della caduta dello loro amatissime figlie. Missy fissava con emozione lo spettacolo della natura, sorridendo agli sparuti agricoltori che incrociava lungo l’ascesa. Questi, a bordo dei loro trattori o di vecchie e malridotte vetture, la guardavano con diffidenza, il volto indurito da decenni di fatica, di lotta con la terra.


***


Parcheggiò l’auto nell’ampio spiazzale che precedeva l’ingresso nel sentiero naturalistico di 12-07-10 (19).JPGalta montagna, percorribile esclusivamente a piedi o a cavallo. Prima di accedervi, guardò verso il basso, dove diversi piccoli paesi riposavano come addormentati ai piedi dell’altura: sembravano così calmi e tranquilli da lassù!

La castagna più grande del mondo (parte prima)ultima modifica: 2010-10-13T00:07:00+00:00da carminedecicco
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6 pensieri su “La castagna più grande del mondo (parte prima)

  1. Il tema dei ricordi e del ritorno nei luoghi che hanno avuto una parte importante nella nostra vita mi è caro. Ci vuole coraggio per farlo, a volte. Bisogna sentirsi pronti e a volte deve passare molto tempo. Ma quando lo si fa è sempre molto bello. Per questo aspetto con ansia il seguito del tuo racconto. Ciao

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