La castagna più grande del mondo (parte seconda)

 

Parcheggiò l’auto nell’ampio spiazzale che precedeva l’ingresso nel sentiero naturalistico di alta montagna, percorribile esclusivamente a piedi o a cavallo. Prima di accedervi, guardò verso il basso, dove diversi piccoli paesi riposavano come addormentati ai piedi dell’altura: sembravano così calmi e tranquilli da lassù! Ma era un’illusione, e lei lo sapeva.

Funghi.jpgPasso dopo passo fu sempre più addentro alla boscaglia. Camminava spezzando rametti caduti e calpestando foglie secche. L’aria era tutta un odore di funghi, alcuni dei quali spuntavano spavaldi, accanto ad altri più timidi, nel regno del sottobosco. Qualche piccolo fruscio, di tanto in tanto, l’avvisava della compagnia di piccoli animali – scoiattoli forse – che sembravano seguire i suoi passi.

Procedeva senza una meta precisa: non ricordava i luoghi di quella passeggiata così remota eppure così viva, né aveva intenzione di ritrovarli. Le piogge degli inverni e l’arsura delle estati avevano cancellato sul terreno le orme di quei passi. Ciò che davvero le interessava era rivivere lo spirito di allora.


Era uno spirito di altri tempi, più ingenui e innocenti, che la vita aveva portato via, come il vento fa con le foglie colorate ai piedi degli alberi, nella stagione autunnale. Eppure, quanta bellezza c’è in quell’ultimo viaggio: Missy stessa ora ne stava ammirando uno, ammaliata.

Quello spettacolo la fece tornare indietro nel tempo: ricordò la lunga ricerca delle castagne che fece quel giorno. Ogni volta che, tra le tante piccole, ne trovava una di dimensioni maggiori, annunciava felice: «Ho trovato la castagna più grande del mondo!» salvo poi proclamare di esserne riuscita a trovarne una ancora più grossa. Al termine di quella passeggiata, tornò a casa con una busta piena di castagne, pensando a quanto sarebbe stata lieta la sua vecchia nonna, che ne era particolarmente ghiotta. Si sentiva così felice…


Ma, in fondo, quelli erano ricordi di un’altra vita, ormai superata. Ora tutto era diverso, a parte lei, minimo comune denominatore di tante vite racchiuse in una, che si sovrappongono, si alternano, si inseguono. Restava lei, in quell’Autunno che come sempre sarebbe mutato in Inverno, e poi di nuovo in Primavera, come ogni anno: il mondo continuava a girare, e lei lo sapeva.


***


Quando Missy tornò a casa, stanca per la passeggiata, lo sforzo di ricordare, e quello di resistere agli eventuali attacchi del cattivo umore, la sua dimora era immersa nel buio: doveva essere vuota. Pensò di entrarvi un attimo soltanto per posare tutto ciò che aveva portato con sé nella sua passeggiata-rito e, dopo essersi sciacquata rapidamente il volto, uscì nuovamente. Voleva evitare la solitudine delle mura domestiche in quel particolare frangente, e così si decise a fare due passi lungo l’angusto marciapiede che costeggiava la strada di casa sua. Qualche prudente automobilista cominciava ad accendere i fari della propria vettura, ora che il cielo cominciava a scurirsi. L’aria era più fresca rispetto a qualche ora prima, ed era gravida di quella particolarissima nostalgia che la pervade nei tardi pomeriggi d’Ottobre.

La giovane camminava senza pensieri, osservando le case lontane illuminarsi e prendere vita, una dopo l’altra.Castagna.jpg

D’improvviso, lungo il suo tragitto, s’imbatté in qualcosa che le fermò per un attimo il respiro. Grossa e rigorosa, una castagna giaceva su un basso muro rivestito di marmo, come poggiata con cura lì da qualcuno. Missy si precipitò verso di essa, l’afferrò, lasciandosi pervadere dall’emozione e dalla fragranza. La strinse forte tra le mani e pianse come non faceva da anni, mentre una nuova consapevolezza si impadroniva della sua anima.

La castagna più grande del mondo (parte seconda)ultima modifica: 2010-10-16T22:42:00+00:00da carminedecicco
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4 pensieri su “La castagna più grande del mondo (parte seconda)

  1. Buondì Carmine, piacere di fare la tua conoscenza, e complimenti
    Il racconto è emozionante e fa capire che per trovare le cose bellissime e straordinarie non è necessario andare lontano
    Grazie del passaggio e dell’apprezzamento
    UN salutissimo e buona domenica

  2. Mi piace questo tuo modo di scrivere, semplice ed immediato che sa essere però estremamente coinvolgente. Ed è stato bello leggere di un piccolo momento che ognuno di noi potrebbe vivere. A volte bastano piccole storie per emozionare e questa è sicuramente una di quelle.
    L’apparente coincidenza di certe cose che ci succedono forse non è solo coincidenza ed è bello pensarlo. Forse sono illusioni, forse no, ma quando ci succedono, quello che rimane dentro è solo una grande dolcezza che non può farci che bene.

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