Folgorazione numero sette

 

Seduto al sole da ore, quasi più non mi accorgo delle gocce di sudore che scendono dal mio volto. Nell’aridità della mattina d’estate soffro pensando a giorni felici e lontani, perduti in un insensato alternarsi di calura e frescura, stagione e stagioni. Dietro di me la vita scorre veloce o sonnolenta, ma scorre, ignara di turbamenti e inquietudini. Voci rauche commentano notizie sportive, qualche autobus si ferma e poi riparte. Scendono e salgono uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi. Io resto seduto. Mi sciolgo al sole, e prego che gocce di pioggia si uniscano alle lacrime, le rendano meno amare.

Seduto al sole.JPG

Folgorazione numero setteultima modifica: 2011-06-22T10:17:00+02:00da carminedecicco
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5 pensieri su “Folgorazione numero sette

  1. intenso e molto bello questo tuo scritto.. la vita è un alternarsi di emozioni e sensazioni a volte deliziose altre amare, ma è “vita” e i turbamenti trovano sempre preso o tardi una via d’uscita e si dissolvono per lasciare spazio a nuove gioie
    ti regalo un sorriso intanto
    un caro saluto

  2. Caro Carmine, quello che hai scritto è poesia, vera poesia, anche se non hai voluto fare una suddivisione in versi.
    E ti ringrazio che hai voluto chiamare poesia anche il mio post.
    Buona giornata e a risentirici

  3. grazie del pensiero. La nonna di cui parlo era una “persona speciale”, come molte altre che hanno formato la mia esistenza. Nonostante abbia avuto disgrazie tremende (vedova giovane con 4 figli da crescere, un figlio morto adulto, la guerra con i problemi connessi…) aveva sempre un sorriso per gli altri. Ed una predilezione per quanto era nuovo tecnologicamente parlando. Pensa che prima della guerra diceva : “Ma non devono inventare una scopa che succhi su la polvere!” Cioè l’aspirapolvere che ancora non c’era. E comperò la prima “Ghiacciaia” al suo paese, quella che conteneva il ghiaccio in stecche portato a casa ogni giorno..
    Son vecchia! vivo di ricordi..
    Ciao! Anna

  4. Colpita da come sei riuscito ad esprimere uno stato d’animo, compenetrando gli elementi oggettivi e i sentimenti. Diventano un tutt’uno, il dentro e il fuori, come spesso succede. Ci si sente parte di un mondo, ma nello stesso tempo estranei. Si comprende che quel fuori ci fa male(non fosse altro perchè ci mostra il tempo che passa)ma nello stesso tempo gli chiediamo aiuto.
    Ciao

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