Passeggiata d’autunno

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Cara Feny,

 

stai bene? Notavo, l’ultima volta che mi hai scritto, un certo malessere serpeggiare tra le righe. Impressione sbagliata? Spero di sì. Io, invece, sto discretamente.

 

Mentre scrivo, la camera nella quale mi trovo più che essere illuminata dalla tenue luce dello schermo del computer è colorata dalla luce arancione delle fiammelle di ceri e candele che ardono calme, interrompendo il buio della sera. Fuori piove, senza troppo impeto, e soffia un vento leggero. Ieri notte diluviava, e sotto le coperte del letto mi giravo e rigiravo, combattendo una strana battaglia tra la voglia di riposare e quella di restare sveglio, reporter nottetempo degli scrosci d’acqua.

 

Stamattina, invece, su strade ancora bagnate ed offese dalla violenza del maltempo, ho guidato a lungo un’automobile non mia, attraversando campagne colorate d’autunno e stradoni affollati di prostitute africane. Ad un certo punto ho spento il motore dell’auto e ho sostato ai margini della via, due ruote sulla carreggiata, due nella terra. Ho fumato qualche sigaretta cercando di capire a fondo le emozioni che mi pervadevano lo spirito. Ho sempre considerato l’autunno prima di tutto uno stato d’animo, e poi una stagione. Eppure oggi l’ho visto in tutta la sua evidenza fisica: le foglie marroncine o giallastre sull’asfalto, gli alberi maestosi colorati come non mai, guardiani inaccessibili delle piantine coltivate da vecchi uomini e donne curvi e sfiancati, o da immigrati di chissà quale luogo. A vederli così, tutti piegati sulla vegetazione di stagione, intenti a seminare, estirpare le erbacce, creare piccoli sostegni di legno, li vedi tutti uguali, e quasi dimentichi le storie che ognuno di loro porta con sé. Gli stenti e i pericoli di una traversata illegale, il dolore per le separazioni, ma anche i ricordi di un mondo, letteralmente, diverso, perduto. Lavoratori sottopagati eppure acerrimi nemici di altri lavoratori, in un’infinita guerra fra poveri.

 

Fumavo e pensavo anche che accanto al mondo calmo ma non privo di contraddizioni della campagna vi era quello del sesso, delle donne che vendevano il proprio corpo per un misero guadagno. Giovani e meno giovani illuminate da un sole incerto e riscaldate dal calore di qualche legna bruciata in vecchi bidoni. In abiti succinti mostravano la loro carnagione nera a chiunque passasse di là. Lungo il mio tragitto ne ho viste di automobili accostare a loro. I più ripartivano poco dopo: giusto il tempo di qualche battuta salace, di uno sguardo da vicino, di chiedere il prezzo della prestazione, di fissare un appuntamento. Altri invece hanno caricato le donne per poi appartarsi in quelle stesse campagne. Non lontano dagli stradoni percorsi perlopiù da agricoltori e venditori si sono spogliati, hanno fatto sesso, chi con foga, chi con rabbia, chi con paura o rimorso.

 

A questi pensieri mi è venuta, lo ammetto, una certa tristezza, eppure quando sono ripartito i colori della stagione mi hanno restituito la calma. Il vento che penetrava dal finestrino semiaperto mi carezzava il volto, il suo rumore mi teneva compagnia. Il sole in certi momenti vinceva la concorrenza con le nubi e illuminava deciso l’abitacolo e la strada innanzi a me. Non c’era traffico, non c’erano orari da rispettare. Ero libero, entusiasta di quella libertà. In quegli stessi momenti mi rendevo conto di quanto quella passeggiata mi sarebbe servita, di quanto mi avrebbe fatto star bene.

 

Sono stato egoista. Lo riconosco, eppure lo dichiaro senza vergogna, convinto forse che l’uomo è in fin dei conti un animale egoista.

 

Che dire…aspetto le tue intelligenti valutazioni, nonché la conferma o la smentita – entrambe dettagliate, ti prego! – di quanto ti ho chiesto più sopra.

 

 

 

Un abbraccio,

 

Cristopher

 

Passeggiata d’autunnoultima modifica: 2011-11-24T08:27:00+00:00da carminedecicco
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7 pensieri su “Passeggiata d’autunno

  1. Mi piace alla fine questa descrizione di un autunno meno greve. A me ha sempre trasmesso sensazioni negative l’autunno anche se mi ha sempre regalato gransi momenti di riflessione. Ho provato un lieve imbarazzo nel leggere questo post, come ora lo provo nel commentarlo. E’ come aver ficcato il naso nella corrispondenza privata di qualcuno. Eppure egoisticamente sono felice di averlo fatto!
    Buona Giornata
    Andrea

  2. ciao Carmine,
    il mio commento di oggi è relativo a “Passeggiata d’autunno”. Non capisco come può essere stato abbinato ad un altro post.
    Leggo che anche tu hai rinunciato a quel gesto (della sigaretta) che forse può fare apprezzare l’intensità di essere solo in particolari momenti. In un’altra vita fumerò! Buona serata. robi

  3. Sai cosa noto? Che mentre tutto quello che in questo scritto riguarda” il mondo senza di noi” risulta bello, positivo, rilassante, quello che riguarda gli uomini e le donne è invece rivestito di tristezza. Sarà un caso?… Non so…Io comunque amo l’autunno. è una stagione speciale che mi dà calore e quell’intimità con me stessa che mi fa stare bene. Il calore di quell’intimità così ben espresso qui, soprattutto nella prima parte del tuo racconto.
    Ciao 🙂

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