Folgorazione numero dieci

 

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Spinto da una parte indefinibile del mio io sono uscito di casa e ho preso a passeggiare sotto il cielo immobile, guardando gli alberi ora leggermente sfocati dal vento, ora stagliati con serietà ed evidenza sulle bianche nuvole. Accarezzato dal profumo delle caldarroste e della legna arsa nei camini delle vicine case, ho camminato e camminato a lungo, ripercorrendo i miei passi in attonita contemplazione. Muto ho ascoltato i consigli del silenzio, poi ho pianto, ho pianto di gratitudine senza lacrime. Infine sono tornato, triste, consapevole dell’estrema rarità di momenti come quello appena vissuto e che già lentamente spariva, inesorabile e tenue.

 

Folgorazione numero dieciultima modifica: 2011-12-02T09:12:24+00:00da carminedecicco
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