Ognissanti

 

Questa breve novella nasce dopo la lettura di alcuni brani del Novellino, un’opera risalente al XIII secolo scritta in volgare fiorentino che raccoglie 100 novelle di autore anonimo (o di più autori). Brevi e semplici, le novelle tendono a metter in risalto la conclusione, che spesso consiste in un botta e risposta o in una battuta arguta.

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Come al solito San Pietro non era particolarmente di buon umore quel giorno. Era l’unico, infatti, a dover lavorare mentre tutti gli altri festeggiavano. Più di una volta aveva affrontato la questione col Superiore, ma non c’era stato modo di sistemar la faccenda: custodir le chiavi del regno di Dio era un compito di grande responsabilità, e ovviamente pretendeva impegno maggiore rispetto ad altre mansioni. E così Pietro anche il giorno di Ognissanti restava fuori ai sacri cancelli, mentre dentro santi, martiri e anime beate facevano una gran festa.

Per distrarsi un po’ il santo gettò uno sguardo alla terra, e gli capitò sott’occhio un ragazzetto che, invitato dalla madre a dir preghiere per tutti i santi, pronunciò una sola generica benedizione per il 1° novembre.

Siccome il discolo non era nuovo a bravate del genere, San Pietro decise allora di farlo salire in cielo per un momento e dirgli due parole su quel comportamento scorretto.

«Ebbene figliolo – gli disse quando fu davanti a lui – benedici il giorno di Ognissanti per risparmiarti di pregare per ciascuno di noi. Ti sembra giusto?».

«No di certo, signor santo» rispose prontamente il ragazzo. «Ma – aggiunse immediatamente – faccio pur sempre meglio di mio cugino, che il 1° novembre lo bestemmia!».

Ognissantiultima modifica: 2012-11-01T11:03:16+00:00da carminedecicco
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