Folgorazione numero undici

Mi lascio educare dal freddo mentre fisso con diffidenza il bar nella strada di fronte, popolato da uomini con facce ostili e deluse, spavalde ed ingenue. La mia muta contemplazione è interrotta dalla voce di qualche passante, mosso dalla fretta o dal gelo. Quando saranno lontani dalla mia vista smetteranno di esistere, malgrado sarebbero potuti essere i miei amici più cari. Mi immalinconisco, desiderando di essere altrove, e non tra questi stupidi palazzi che non fanno altro che impedire la vista del sole che sorgerà domani.

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Folgorazione numero undiciultima modifica: 2012-11-14T14:11:00+00:00da carminedecicco
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