La sfilata di Santa Lucia

Il giovane sedeva su un basso muretto che delimitava l’ingresso del giardino di una tipica villa di fuori città. Era avvolto in un pesante cappotto scuro e indossava un paio di spessi guanti dello stesso colore, con i quali cercava inutilmente di riparare le mani dal gelido vento che soffiava in quella sera. Era immobile, salvo per la testa, che di tanto in tanto girava verso destra, come aspettandosi di vedere qualcosa. Anche alla tenue luce che filtrava dalle finestre semichiuse della vicina abitazione era chiaro che il ragazzo attendeva qualcosa: lo si poteva leggere nell’espressione dei suoi grandi occhi azzurri, per altro non facile da decifrare fino in fondo. Sembrava quasi che nascondessero qualche forma impronunciabile di malessere, non tradito dal resto della sua persona: i biondi capelli pettinati in maniera inappuntabile, il volto liscio, sbarbato, gli abiti che denunciavano l’appartenenza ad una ricca famiglia. Eppure c’era qualcosa di insolito in quell’alta figura ferma ad aspettare su un muretto con i piedi posati sulla soffice neve che si alzava in piccole montagnelle ai margini della strada…

A guardar bene quello scorcio di periferia svedese, era proprio il bianco il colore dominante: neve sui marciapiedi e sulle poche auto che non trovavano riparo nelle rimesse, neve sugli alberi e sui tetti dei pochi edifici che non terminavano con spioventi. Bianco sembrava perfino il vento, ghiacciato com’era, quando nella sua corsa passava sotto la luce giallastra di un lampione. Per il resto il vento era nero, scuro come la sera nordica stessa, non impreziosita dalle stelle né dalla luna, col cielo coperto com’era da grossi nuvoloni gravidi di acqua.

 

“Sankta Lucia

ljusklara hägring”

 

Il canto ruppe il silenzio del luogo. Era lontano, ma indiscutibilmente significava che la sfilata di Santa Lucia si stava avvicinando. Il giovane non aveva più bisogno di girarsi: tempo pochi minuti e cominciò a sentire sempre più nitido il rumore di passi umani e di cavalli, unito allo sfregamento degli slittini e delle ruote sulla strada semighiacciata. Di tanto in tanto, poi, poteva afferrare frasi delle preghiera cantata che chi era in cammino rivolgeva alla santa affinché infondesse lo spirito giusto per affrontare il Natale.

 

“Drömmar med vingesus

under oss sia!

Tänd dina vita ljus, Sankta Lucia!”

 

Il giovane si sfregò le mani con forza, quasi facendosi male: un modo per riscaldarle, ma soprattutto per non tradire l’emozione che lo stava invadendo. Gli fu ancor più difficile controllarsi quando la processione svoltò nella strada nella quale aspettava da circa un’ora. Vide slittini, carrozze e calessi di legno scuro trasportare ragazze completamente avvolte da una lunga veste bianca tenuta stretta in vita da una fascia rossa. Ne vide altre, abbigliate alla stessa maniera, camminare a piedi accanto ai loro coetanei muniti di bacchetta stellata e di coni di carta posati sul capo. Vide la banda musicale intenta a suonare note di accompagnamento per la preghiera che ora si diffondeva nell’aria più intensamente, melodiosa come mai.

E poi vide lei.

Santa Lucia

Sebbene fosse alla testa della sfilata, aveva accuratamente evitato di guardarla fino ad allora, sapendo bene che se lo avesse fatto, poi, non avrebbe potuto concentrarsi su nessun altro particolare. Fissò la sua testa coronata di candele: la luce delle fiammelle illuminava i suoi occhi grigi conferendogli un’espressione insolita, ma ugualmente affascinante. La immaginò intenta a preparare biscotti per l’intera famiglia, la sera precedente, svegliarsi prima dell’alba per destare dal sonno genitori e fratelli e offrir loro la colazione preparata con pazienza e affetto, distribuire insieme alle altre ragazze focaccine allo zenzero e caffè a quanti erano pronti a seguire la sfilata.

Sì, la poteva soltanto immaginare ormai, perché Lisbeth era stata molto chiara. Non solo aveva troncato la loro storia, m a gli aveva anche detto di non volerlo vedere più. Tutto a causa di quella dannata situazione. Mikael le lanciò un ultimo, intenso sguardo prima che lei e chi era al suo seguito entrassero nella grossa chiesa gotica al termine della strada. Poi si alzò e si inoltrò nella macchia di pini che si ergeva accanto alla villa, esausto.

La sfilata di Santa Luciaultima modifica: 2012-12-13T08:54:00+00:00da carminedecicco
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