Folgorazione numero quindici

Pioggia inizio settembre

Ghiaccio a cubetti lanciato da un cielo grigio e insensibile bagna ogni cosa. Alberi ancora vivaci di foglie fanno la ola, costretti da un vento tenace. E che boati, che tuoni! Curioso qualche spettatore assiste all’anteprima dell’Autunno e ricorda stagioni passate, ora più felici, ora più tristi. Chiuso in me stesso tento di capire quel che vuol dirmi la pioggia … Continua a leggere

#Vasto (1)

  Armadi di onde si frangono a riva, spumeggiano, distillano fresche gocce salate. All’ombra, sugli alberi, intensamente le cicale incessanti friniscono, e il loro suono si sposa col suono del mare. Qualche bagnante in sottofondo chiacchiera argomenti leggeri, mentre la brezza corre sul bagnasciuga, evita i grossi scogli, gli affascinanti trabocchi, le carcasse di barche abbandonate, fruscia e striscia sui … Continua a leggere

Folgorazione numero dodici

L’ inquietante dondolio di un vecchio sacco da boxer mi riempie la vista mentre sento l’umidità penetrarmi nelle ossa,immerso come sono in quest’aria di cera mossa da un vento straniero ed apatico. La luce incerta di un lampione malfunzionante impone alla scena un’aria malinconica, e io mi sento protagonista di un quadro che non mi piacerebbe guardare. Poi d’improvviso si … Continua a leggere

Folgorazione numero undici

Mi lascio educare dal freddo mentre fisso con diffidenza il bar nella strada di fronte, popolato da uomini con facce ostili e deluse, spavalde ed ingenue. La mia muta contemplazione è interrotta dalla voce di qualche passante, mosso dalla fretta o dal gelo. Quando saranno lontani dalla mia vista smetteranno di esistere, malgrado sarebbero potuti essere i miei amici più … Continua a leggere

Folgorazione numero tredici

  Seduto su un sedile non troppo comodo, ho assistito al progressivo riempirsi e svuotarsi del treno. Gente diversa si è avvicendata accanto e di fronte al mio posto, tutti uniti dalle lamentele per il caldo eccessivo, la condizionata malfunzionante. È luglio, un luglio particolarmente torrido: io sono in preda ad apatia e noia. Il treno rallenta, si infila in … Continua a leggere

Folgorazione numero quattordici

  Appena sceso dalla redazione sono investito dalla gioia del lavoro finito, un’emozione forte e viva come mai prima d’ora, che quasi fa girare la testa. Cammino lento tra le stradine che tra poco si vestiranno da Betlemme, accompagnato da un vento che il sole non riesce a scaldare. Le vetrine dei negozi sono addobbate a festa, anche i manifesti … Continua a leggere

Folgorazione numero cinque

  Non mi resta che giocherellare col mio alito e andare in quest’aria algida che profuma di legna da ardere, castagne e gas di scarico di auto in cosa, tra luci di ogni colore che cercano di illuminare la notte del cielo e del cuore e riportano alla mente Natali passati, doni scartati e malinconiche novene. Anche stasera ascolterò motivetti … Continua a leggere

Folgorazione numero dieci

  Spinto da una parte indefinibile del mio io sono uscito di casa e ho preso a passeggiare sotto il cielo immobile, guardando gli alberi ora leggermente sfocati dal vento, ora stagliati con serietà ed evidenza sulle bianche nuvole. Accarezzato dal profumo delle caldarroste e della legna arsa nei camini delle vicine case, ho camminato e camminato a lungo, ripercorrendo … Continua a leggere

Folgorazione numero nove

  L’aria umida e bagnata mi avvolge. Al suo contatto sussulto, come all’abbraccio di una vecchia amante perduta da tempo, con la quale condivisi inconfessabili ore. Intorno a me, altro non c’è che il rumore della pioggia che cade, e del vento, che libero va proclamando la sua freschezza al mondo, il mondo che stanco sveste i panni della bella … Continua a leggere

Folgorazione numero otto

  Annuso l’aria che cambia odore seduto sotto al buio intermittente di una giovane notte stellata e sopra un tronco decapitato, che tra non molto godrà della compagnia dei funghi. Un vento fresco fruscia tra le foglie che hanno già perduto la baldanza dell’altra stagione, ma non ancora il colore. Scorgo le ombre delle non lontane zucche, deformate sfere che … Continua a leggere