Il cero del giorno dei morti

Arde nell’urna piccina   il cero del giorno dei morti:   saluta con la fiamma leggera,   protetta dal vento e dall’acqua,   le anime dei trapassati   che vanno vagando di notte   tra le strade deserte e affogliate.       Arde nell’urna piccina   il cero del giorno dei morti:   consuma se stesso pian piano,   … Continua a leggere

Il vento se li porta via

  Le gocce d’acqua che dissetano il prato, le nuvole bianche che colorano il cielo, i profumi del giorno di festa, il vento se li porta via.   Parole parlate senza vigore, note vibranti nell’aria assolata, sguardi rubati da vagoni del treno, il vento se li porta via.   Le tenere foglie delle piante novelle, le pagine strappate di diari … Continua a leggere

Sulla mia scrivania

  È molto capiente la scrivania della mia stanza, di certo più del cervello di taluni politicanti: un fumetto sgualcito, prestito da restituire, fa compagnia a un paio di altri volumi, un Barthes, un Petrarca; un cappello comprato a Marsiglia, sul mare, un orologio, bracciali – regali di un amore che dura – biglietti del cinema; una rosa appassita, tre … Continua a leggere

È tardi

  È tardi per scrivere; è tardi per comporre versi, per dipingere sogni e illuminare speranze; è tardi per la metafisica e la critica alla ragion pura; è tardi per guardare fuori dalla finestra prati immensi e cieli annuvolati; è tardi per indignarsi, per lamentarsi, per darsi da fare.   È tardi per pentirsi della strada scelta.    

Debolezza

  Flebili sussurri come rituali cetre cullano l’aria accidiosa e viola.   Molli invano le mani tendono ad invisibili lacci, poi si abbandonano alla paradisiaca voluttà del nulla.     Fragili le gambe si flettono sotto il peso di impegni dall’identità sfuggente.     E tutto si scolora, tutto tace nell’esasperante e splendido tramonto della memoria.