Senza titolo

  No,  non ho voglia di uscire stasera, confondermi con l’ordinato trambusto della gente, sentire sorrisi coprire le mie parole poco convinte.   No, stasera non ho coraggio di sentirmi amato, intrecciare alle mie mani altre mani, trovare conforto in ingenui baci.   Avessi almeno la forza di odiare, si dileguerebbe parte di questa tristezza: ma sono così  imbelle, capace … Continua a leggere

Il giorno dell’addobbo dell’albero

Il giorno dell'addobbo dell'albero

Quando Christian si svegliò il sole era già alto nel cielo. Se ne rese conto per la quantità di luce che filtrava nella sua stanza. Rimase qualche minuto a girarsi nel letto, poi decise di alzarsi. Come di consueto si diresse nel piccolo soggiorno della sua abitazione e sedette sul divano. Afferrò la chitarra e iniziò a suonare. Ogni mattina, … Continua a leggere

Giri della morte

  Pioveva. Io aspettavo sotto la pioggia, senza nemmeno coprirmi con un ombrello. Da un paio d’ore gocce d’acqua fini ma intense scendevano da un cielo plumbeo e triste. Intorno a me le case riposavano tranquille, qualche lampione malfunzionante, con le sue variazioni di intensità luminosa, donava alla scena la dignità di un film. Ma non ebbi modo di godermela … Continua a leggere

Il sindaco troppo preciso

Non credo che conosciate il protagonista della fiaba che sto per raccontarvi, ma di sicuro avete incontrato persone come lui nella vostra vita. Si tratta di un tipo molto preciso, pignolo, ordinatissimo e mai disposto ad abbandonare una propria idea. Non che fosse cattivo, chiariamoci, ma senza dubbio era un po’ troppo fissato e puntiglioso. Accade che quest’uomo, poiché era … Continua a leggere

Alfonso, muratore

Erano tutti in quella che sarebbe divenuta la sala da pranzo: Clarissa, futura padrona di casa, Massimo, che tra due settimane avrebbe smesso i panni del fidanzato per indossare quelli del marito, il signor D’Ambrosio, proprietario dell’azienda edile che si occupava dei lavori, l’ingegner Tonelli, e uno dei due operai che da mesi lavoravano tra quelle mura, che loro stessi … Continua a leggere

Quanti appassiti vicoli

  Quanti appassiti vicoli in discesa ho camminato solo insieme ad altri soli col laticlavio mio. Prezioso io lo stimavo, ma altro che grottesca caricatura non era di un mito che mai fu realtà. Non era questo che mi distingueva ma cosa fosse non sapevo né so. E quale importanza oramai ha se tutti siamo massa informe ed incostante finti … Continua a leggere

Klaus

  I giovani sono magnanimi; poiché non sono ancora stati umiliati dalla vita, anzi sono inesperti delle ineluttabilità, e il ritenersi degni di grandi cose è magnanimità (Aristotele, Rhetorica) C’era un maestro, che pronunciava delle grandi parole, e c’era un discepolo risuscitato da morte. (Dostoevskij, I demoni)   Anche quella volta Klaus, non appena tornato a casa, si diresse in … Continua a leggere

La festa (tra brindisi e rimpianti)

È nell’altra stanza che si tiene la festa, che è tutto un brindare di calici pieni, che è tutto un vociare, un allegro scherzare. In questa stanza tra queste imperscrutabili mura invece solo eterno rimpianto ed eterno dolore contorni sfocati e sensi di colpa. Ma ciò che è peggio e non si può sopportare è ascoltare l’eco di quelle risa … Continua a leggere