Postilla a “Il funerale di Jack”

 

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Con “Il funerale di Jack”, lo scritto pubblicato due giorni fa, si conclude la serie di tre racconti – non collegati tra loro – di cui circa un anno fa pubblicai le parti iniziali. Si trattò, allora, di un modo per auto-spronarmi nella continuazione e nella definitiva conclusione di scritti soltanto potenziali, che inizialmente altro non erano che idee ricorrenti. Dei tre racconti, uno lo portai a termine qualche giorno dopo la pubblicazione dell’esordio, un altro dovette aspettare un paio di settimane. Ad un anno di distanza, infine, anche “Il funerale di Jack” trova una sistemazione.


 

Sarà perché sono un tipo ordinato, sarà perché non amo lasciare le questioni in sospeso, ma spesso sono preso dal desiderio di mettere un punto fermo a ciò che scrivo. Di far ordine tra le mie carte e i file del mio computer, di dare una fine a ciò che ha avuto un inizio. Nel caso di cui vi sto parlando ci sono riuscito, nonostante i tempi dilatati. Eppure…


Eppure è impensabile procedere con la pubblicazione qui sul blog di tutti gli scritti lasciati a metà: se la strategia ha avuto successo con i piccoli numeri (tre racconti), sarà destinata a fallire con numeri più grandi, soprattutto ora che il tempo libero a mia disposizione man mano si riduce. E allora? Allora sarebbe il caso di non forzare alcunché. Ci sono storie che faranno di tutto per essere terminate, nonostante abbandoni vari, e altre che invece nascono per essere incomplete. Una forzatura, del resto, potrebbe tradire l’ispirazione originaria nonché dar vita a un’opera senz’anima.

 

Insomma, niente più costrizioni! Ma mentre scrivo quest’ultima frase sorrido, già sapendo che non sarà facile mantener fede alle mie stesse parole…

 

Postilla a “Il funerale di Jack”ultima modifica: 2011-11-20T09:56:00+01:00da carminedecicco
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3 pensieri su “Postilla a “Il funerale di Jack”

  1. La tua costanza è ammirabile … io colleziono lunghissime serie di incompiute. La soddisfazione a volte sta nel riprenderne alcune e riuscire anche dopo tanto tempo a completarle.
    Buona Giornata
    Andrea

  2. Ti capisco 🙂 Io di racconti ne ho scritti pochi e davvero molto raramente ho cercato di renderli di lunghezza sufficiente ad essere chiamati “romanzi”. Quelle volte che ci ho provato – e che non ci sono riuscito – li ho conclusi con un finale che esprimeva si’ dove volevo arrivare ma… con un risultato che non e’ stato granche’ 😉

  3. ogni cosa ha il suo giusto momento per la maturazione. Ho iniziato decine di post come parti di racconti e solo pochi hanno avuto il loro termine. Ma quando ciò è avvenuto è stato accompagnato dalla grande soddisfazione di aver ottenuto quello che volevo.
    Avevo una bozza per un romanzo buttata giù nel lontano 2009: ho iniziato a scriverlo una settimana fa! 🙂
    Basta attendere… Salutoni! 🙂

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