Prima candelina – Alla ricerca di lei

Il primo Gennaio, come vi anticipai qui, il mio blog ha compiuto tre anni. Per “festeggiare” l’anniversario ho pensato di riproporre tre racconti – uno per ogni anno di vita – scritti in passato e già pubblicati su queste pagine virtuali. Questo che segue, intitolato “Alla ricerca di lei”, lo scrissi nel marzo del 2008, per poi postarlo a fine gennaio 2009. Nel riprendere in mano queste righe ho apportato loro diverse modifiche, rendendole tra l’altro ancora più “inconcluse”. Qui trovate il link al racconto originale.

Praga, Gennaio 19**

Uscii della camera velocemente. Non controllai nemmeno il mio aspetto nel grande specchio posto all’ingresso, cosa che, da quando avevo preso dimora lì, non era mai accaduta, e che dunque disegnava bene lo stato di agitazione che stavo vivendo. Ebbi tuttavia il tempo di sentirmi avvolgere per l’ultima volta dal dolce torpore liberato dai ceppi d’acero che ardevano nel grosso camino. Chiusi poi senza riguardo la porta alle mie spalle. Difilato percorsi le strette e numerose rampe di scale mal illuminate, preparandomi al brusco crollo della temperatura una volta che sarei stato in strada. Giunsi al pianterreno e aprii da solo il pesante portone del palazzo. Nel farlo rivolsi un cenno all’usciere, a metà tra il saluto e la sfida. Questi, in tutto risposta, mi fissò sospettoso. Era evidente che non gli piacessi, ma non avevo certo intenzione di struggermi per questo.

Appena fui in strada il vento mi schiaffeggiò in pieno volto. Le mie narici furono invase dall’odore di fumo, fui aggredito dal freddo. L’essermi aspettato qualcosa del genere non mi fu di alcun giovamento. Dovetti abituarmi in fretta alla cosa. Camminando vidi intorno a me crocchi di miserabili riuniti presso camini improvvisati, ubriachi che cantavano malinconiche note alle stelle. La luna, nel pieno del suo splendore, fissava senza far trasparire emozioni gli angusti e bui viottoli di Zpàtky. Fissava le case coi tetti spioventi che cadevano a pezzi, mute e sofferenti, i piccoli negozi con le loro insegne malsicure, colorate dalle luci violente dei neon. Fissava me, che a passi sempre meno decisi mi dirigevo verso la stazione della metro. Confuse idee gremivano la mia mente rendendola poco lucida.

Senza un piano preciso, un indirizzo, un indizio, mi ero convinto ad andare alla ricerca di lei. Due giorni erano passati dal nostro ultimo, fugace incontro. Mi era apparsa improvvisamente, calma e nobile, irresistibile. Se non fosse stato per la sublime e sensuale impressione che emanava la sua figura, avrei detto che si trattava di una presenza divina. Come al solito, del resto: non era la prima volta che si lasciava vedere. Mi era comparsa davanti in molte altre occasioni, la prima delle quali in piazza C., al morire del giorno. Non mi ero mai chiesto chi fosse, quasi la solennità della sua presenza non tollerasse domande banali. Semplicemente l’avevo seguita, e camminando le tenevo la mano, la guardavo fisso negli occhi, cercando inutilmente di leggere i suoi pensieri. Camminammo per ore; non una parola, una spiegazione. Solo la consapevolezza di vivere inimitabili attimi, passo dopo passo, con l’intera città come sfondo, mero accessorio di scena per la nostra Prima.

Rividi ogni singolo istante di quell’incontro e dei successivi, fino all’ultimo. Continuai a percorrere le strade mentre la notte avanzava. Ero indeciso e sempre più nervoso, mi muovevo come un ubriaco. Arrivai sul ponte Zime, il più antico della città. La statua dell’imperatore che lo aveva fatto erigere ancora troneggiava al centro della struttura, là dove si allargava in pompa magna. Mi fermai a fissarlo, immobile da secoli, chiedendomi quanti disperati in notti senza luna gli avessero lamentato le proprie pene dinanzi ad una bottiglia di Becherovka, muta osservatrice. Mi sporsi dal parapetto per guardare il fiume e, lontani, gli alti palazzi del centro, le ville suntuose, i passanti veloci, minuscoli. Fu allora, inspirando quell’aria bagnata per via dell’acqua corrente, che capii.

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Prima candelina – Alla ricerca di leiultima modifica: 2012-01-25T14:49:00+01:00da carminedecicco
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6 pensieri su “Prima candelina – Alla ricerca di lei

  1. Devo dirti che come conclusione finale preferisco l’altra..sara’che la trovo ancor piu’malinconica di questa..fra’musiche che vestono solitudini di barboni ed ubriachi..fra’la nebbia della sera e quella dei pensieri…
    LEI che potrebber esser una donna od un simbolo..una droga od un’emozione..la luna od un sogno LEI che sicuramente ti ha legato un pensiero facendolo suo.
    Meraviglioso leggerti meraviglioso interpretare questo tuo scrivere.

  2. ciao Carmine,
    graditissima questa prima candelina! …”non mi ero mai chiesto chi fosse, quasi la solennità della sua presenza non tollerasse domande banali”….. bellissimo passaggio questa sacralità delle non parole, qualunque esse siano, che interromperebbero la magia costruita da emozioni sempre più forti.
    Nel 2009 eri già una “458 Italia”. robi

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