La scomparsa di Majorana

 

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Ricordo bene la serata in cui mi fu prestato La scomparsa di Majorana. Avevamo deciso di vederci a casa di un amico per fumare qualche sigaro e godere del torpore sprigionato dal suo ampio camino. Un paio di birre e qualche bruschetta fatta con uno splendido olio, nato non lontano dalle nostre dimore, impreziosirono la serata trascorsa a chiacchierare di territorio, ricordi e scrittura.

Raccolsi anche con attenzione le impressioni del mio ospite sul suo nuovo ereader. «Ma ho un libro cartaceo che devi assolutamente leggere» mi disse dopo aver espresso il proprio parere sull’apparecchio elettronico regalatogli a Natale. Filò nell’altra stanza e dopo il rumore di qualche oggetto caduto e un’imprecazione a denti stretti fu di ritorno con un volumetto color salmone con un’opera di Fabrizio Clerici sulla copertina.

L’aveva cominciato a leggere bevendo un caffè alla Feltrinelli, e nelle attese sempre più lunghe e disperate dei treni della Circum era riuscito perfino a terminarlo. «Poi l’ho comprato…» aggiunse per evitare che lo considerassimo uno scroccone.

Quando ricevi in prestito un libro da chi te ne parla con entusiasmo è difficile mantener fede al proposito di non leggere più volumi contemporaneamente: un paio d’ore dopo averlo avuto tra le mani ne ero già immerso nelle pagine.

Di Sciascia è difficile non leggere qualcosa, anche se ci limita all’istruzione scolastica. In effetti il siciliano merita appieno il titolo di grande scrittore. Con una prosa fluida, capace di cimentarsi in ricostruzioni dettagliate senza annoiare o estraniare il lettore, ricostruisce la vita del geniale fisico Ettore Majorana, scomparso nel pieno della Seconda Guerra Mondiale per motivi non ben chiariti. Sciascia, oltre a ripercorrere la vita e le opere dello scienziato suo conterraneo che «prediligeva Shakespeare e Pirandello» secondo il parere espresso dal collega Edoardo Amaldi, propone anche una propria versione dei fatti: Majorana scomparve perché aveva intuito quali terribili potenzialità si celassero dietro gli studi che i fisici allora stavano portando avanti, quelli, per intenderci, che avrebbero condotto alla realizzazione dell’Atomica che sarebbe precipitata su Hiroshima e Nagasaki.

Si è attirato forti critiche per ciò che scrisse, eppure, al di là di motivazioni e spiegazioni che mai potrebbero essere confermate, in questa sede interessa sottolineare la capacità dell’autore di scrivere una storia interessantissima, che quasi non sembra una ricostruzione biografica, quanto piuttosto un’opera con al centro un personaggio di pirandelliana memoria. Una storia vera come un romanzo giallo, un esempio di letteratura che sa istruire, che invita a riflettere, che prova a indicar soluzioni.

Un esempio di un’ottima lettura da fare.

La scomparsa di Majoranaultima modifica: 2013-01-14T19:18:13+01:00da carminedecicco
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Un pensiero su “La scomparsa di Majorana

  1. grazie, come sempre, per le tue preziose segnalazioni.
    Approfitto della tua grande cultura per appiccicare alla mia limitata preparazione letteraria nuove conoscenze.

    Della scomparsa di Majorana conosco la storia, ma la tua presentazione invoglia alla lettura.

    Ciao bravo scrittore. robi

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