Cuore di cane – 10 pagine x 10 libri

 Ma sì, chiamatemi un po’ come volete.

Dato il vostro gesto così eccezionale…

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«U-u-u-u-u-uhu-hu-huuu!» comincia così Cuore di cane di Michail Bulgakov, uno scritto a metà tra un breve romanzo e un lungo racconto il cui esordio ho letto nell’ambito dell’iniziativa “10 pagine x 10 libri”. Le prime pagine del testo grottesco e satirico dell’autore russo nato sul finire dell’Ottocento iniziano proprio così: un cane randagio si lamenta perché un cuoco della mensa per l’alimentazione normale degli impiegati del Soviet Centrale dell’Economia Nazionale (tutta d’un fiato è micidiale!) gli ha riversato addosso dell’acqua bollente.

«Che gli facevo di male?» si chiede la bestia che nel corso della narrazione subirà una vera e propria metamorfosi che lo porterà a divenire un essere umano. Sì, il cane si pone proprio questa domanda. Del resto, il punto di vista percepito dai lettori inizialmente è proprio il suo, quello di un animale che dà del tu a chi lo guarda in strada, ma anche a chi legge, che non manca di sottolineare la crudeltà del cuoco, «un ladro dalla faccia di bronzo». Questa sembra tanto più incomprensibile perché egli è un proletario, ergo dovrebbe capire i problemi di chi muore di fame, no? E invece non è così. Il cane infatti desidera un padrone che sia un signore, perché conosce bene la bruttura e la crudeltà del proletario: «Per tutte le umiliazioni che hai subito dai tuoi simili, quante volte mi hai storpiato il muso con la scopa, eh?» sottolinea Pallino (così sarà battezzato il quadrupede) nella sua cinica occhiata iniziale al mondo cittadino russo.

Cani che subiscono metamorfosi, proletari e soviet: ecco gli elementi che emergono dalle pagine d’esordio. Pochi elementi, sì, ma tuttavia sufficienti a capire cosa Bulgakov proverà a fare nel suo romanzo: una critica alla rivoluzione bolscevica, al tentativo di trasformare l’economia e la società russa. Questo e quella falliti, come destinato a fallire è anche il tentativo del luminare Filipp Filippovič Preobrazenskij di trasformare il cane in un uomo. Sia i bolscevichi che il professore avverso alla brutalità rivoluzionaria dovranno fare passi indietro. I primi, con Lenin, sostituendo il comunismo di guerra con la Nuova Politica Economica (NEP), il secondo ritrasformando il signor Pallinov in un normale cane.

Bastano poche pagine – una decina, appunto – per rendersi conto dell’intento satirico e critico che pervade l’intera opera. Godibilissima, in effetti, ricca com’è di spunti comici, tanto mossa e varia, con il continuo cambiamento dei punti di vista, da sembrar quasi concepita per la rappresentazione. Si può leggere al suo interno anche, naturalmente, una critica agli scienziati che giocano ad essere Dio. Ma per approfondire questo aspetto, l’invito è a proseguire nella lettura dell’opera.

Cuore di cane – 10 pagine x 10 libriultima modifica: 2013-02-05T19:00:00+01:00da carminedecicco
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