Lerici, un ricordo

Mi è bastato risalire il sentiero di qualche scalino per trovare una godibilissima ombra. Mi siedo a osservare il mare, di un colore incantevole da qui. Mi giungono, lontane, le voci dei bagnanti. Un gruppetto di straniere – inglesi, probabilmente – mi passa accanto. Per arrivare a Baia Blu hanno fatto lo stesso percorso mio e di Anita: la strada con l’auto è assai panoramica, permette di ammirare Portovenere e Palmaria. Poi c’è il sentiero in discesa tra gli ulivi. I cartelli invitano a non transitare sui terreni, proprietà privata, le piante forniscono una frescura invidiabile. Quando mi rialzo mi rendo conto che la mia seduta non era troppo comoda, ma la brezza, il suono delle onde e la quiete di questo posto me l’hanno fatto scordare. Di sera siamo di nuovo a Lerici, questa volta nel centro cittadino. Passeggiamo fin sotto al castello, quindi ci accomodiamo sugli scogli ad ammirare la Luna rossa che sovrasta monti illuminati qua e là da paesini o sparute case. Giovanissimi cercano angoli lontani da occhi indiscreti dove provare a dare i primi baci, accendersi le sigarette proibite. Il mare è calmo, scuro, pieno di barche ancorate.Lerici31

Lerici, un ricordoultima modifica: 2018-08-31T19:00:00+02:00da carminedecicco
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