I giorni del contagio (5)

È lunedì, ma non sono tante le persone che tornano a lavoro dopo il finesettimana, almeno uscendo di casa. Al comune l’accesso ai cittadini è limitato, i piani superiori sono pressoché deserti. Quasi tutti hanno le mascherine, di tipi, fattura e utilità diversa. Io stamattina ne rimedio una di carta, anche questa non durerà troppo, ma rimarrà immortalata in un selfie di un amico che, da lontano, ci scatta una foto. Chissà il prossimo anno, quando i social ci riproporranno i ricordi di questi giorni, quante fotografie con queste mascherine, quante riflessioni su queste ore di emergenza. E quanto dolore per chi c’era e non c’è più, ucciso da quello che si diceva essere un’influenza appena un po’ più forte. Ai supermercati oggi c’è meno fila, tra sabato e domenica in tanti hanno fatto rifornimento a lungo termine. Sui balconi, invece, compaiono sempre più tricolori. Senza il coronavirus sarebbero stati tirati fuori per gli Europei di calcio, chissà se si faranno più. Il futuro prossimo è avvolto tra folte nubi, per quanto ci ripetiamo che andrà tutto bene.Tricolori ai balconi

I giorni del contagio (5)ultima modifica: 2020-03-16T23:00:26+01:00da carminedecicco
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