STAGIONE DELLA MORTE E DELLA SOPRAFFAZIONE (1)

E poi, dopo queste donne, m’apparvero certi visi diversi e orribili a vedere, li quali mi diceano: <<Tu se’ morto>>. (DANTE, Vita Nova, XXIII 4)       Sono steso sul pavimento della mia camera, senza nemmeno la forza di aprire gli occhi. Dalla finestra si diffonde il rumore di una pala. Proviene dal giardino, dal giardino di casa. Solo … Continua a leggere

La monade

Dietro il varco da obliare il tuo dolce saluto mi giungeva lucente nell’aria scura e oscura assembrata di nuovi e secolari grumi recando seco le gioie tutte di un Eden senza tempo inconscio delle devianze del bene e delle sue dimenticanze. Nell’assenza della vita del senso e delle parole ultime imporrò la tua Icona adorandola devoto per la sua metafisica. … Continua a leggere

Alla ricerca di lei

Uscii dalla camera senza nemmeno controllare il mio aspetto nel grande specchio posto all’ingresso. Appena il tempo di farmi accarezzare per l’ultima volta dal dolce torpore liberato dai ceppi d’acero che ardevano nel camino, e chiusi la porta alle mie spalle. Difilato percorsi gli stretti e numerosi gradini preparandomi al brusco crollo della temperatura una volta in strada. Giunsi al … Continua a leggere

Estremo vaniloquio

Fisso il binario. Lungo, infinito forse, si dipana attraverso città sconosciute con il suo corollario di cicche di sigarette e biglietti ferroviari strappati, muti simboli di ciò che non serve più, di ciò che non è mai servito. Mi accendo una sigaretta chiedendomi cosa sia davvero importante. Per quanto mi sforzi, una risposta non la trovo. Forse una sciarpa sarebbe … Continua a leggere