Folgorazione numero quattro

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L’aria profuma di freddo, castagne, acquisti e gas di scarico di auto in coda. È sempre così nelle domeniche di Dicembre, specie nel dopomessa mattutino, verso l’una. In cielo il tacito sole fa mostra di sé, senza tuttavia riscaldare, tutt’altro, ma di neve neanche un fiocco, nemmeno a pagare. Di addobbi, ce ne sono, e tanti. Li fisso e mi attacco alla mia ingenuità natalizia come un uomo in mare a un salvagente, dopo il naufragio. Anche io sono un naufrago, però non aspetto alcuna scialuppa, sono senza allegria. Ma come il vento  porta seco le foglie appassite, così questi tristi pensieri scompaiono, annegati nella bizzarra felicità di una scorciatoia che libera da un ingorgo.

Folgorazione numero quattroultima modifica: 2010-12-19T14:19:00+01:00da carminedecicco
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8 pensieri su “Folgorazione numero quattro

  1. Mi piace come hai reso l’ambivalente sensazione di questi giorni, sempre oscillante tra maliconia e dolcezza, realismo forse cinico e l’rrazionale aggrapparsi ai ricordi perchè forse non si vuol perdere proprio tutto. Strepitoso il finale: la realtà che ricompare improvvisamente e ci dà sollievo da ciò che ci sommerge.

  2. Vorrei pensare che questo Natale
    riesca a cancellare le incomprensioni,
    l’indifferenza, la cattiveria
    che purtroppo caratterizzano
    la vita di molti, lasciando posto
    ad una grande apertura di cuore.

    Auguro a te, che la magia del Natale
    possa rinnovarsi per tutti i giorni dell’anno.

    Auguri da Giuseppe

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