La festa di Capodanno

 

 

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Silvestro ripose il corposo volume su una pila di altri libri che partiva dal pavimento e raggiungeva quasi l’altezza della scrivania alla quale l’uomo era solito sedere. Spense la lampada che illuminava il ripiano sul quale fino a qualche secondo prima aveva letto il romanzo che tanto lo stava appassionando, poi si alzò in piedi. Si avvicinò alla finestra cercando di ignorare i fastidiosi rumori che provenivano dalla stanza attigua alla sua. Gettò uno sguardo alla strada sottostante, innevata e semi-deserta. Tra non molto, pensò con amarezza, la gente si riverserà nelle vie a far baldoria. Sospirò, poi si avvicinò allo scaffale che occupava l’intera parete destra della camera. Dopo aver cercato qualche secondo ciò di cui aveva bisogno, prese il vocabolario e controllò un paio di termini dal significato poco chiaro. Lesse senza molta attenzione, poi si mise a sfogliare in maniera distratta le pagine, senza un motivo preciso. Quando ne ebbe abbastanza, raggiunse nuovamente la sedia sulla quale aveva giaciuto fino a poco prima, e tornò a sedervisi. Pensò per un attimo che fosse giunto il momento di mettere ordine sul tavolo, ma una semplice occhiata alla grossa mole di fogli di carta, post-it, cartoline, penne, cd-rom, dvd e libriccini lo fece desistere. Eppure stasera non ho la concentrazione giusta, si disse, potrei sfruttare il tempo mettendo ordine.

 

 

 

E così prese a raccogliere le penne e riporle nel portapenne di creta che disseppellì da sotto decine di fogli di carta. Un attimo dopo si pentì di ciò che aveva fatto: ora che aveva in mano tutte quelle scartoffie, bisognava pure che le sfogliasse, visto che aveva deciso di mettere ordine. Era fatto così: quando incominciava una cosa, doveva finirla. Avrebbe quindi dovuto dare uno sguardo a ognuno di quei fogli e decidere una buona volta quale tenere e quale accartocciare e gettar via.

 

 

 

La prima decina di carte fu tutta appallottolata: si trattava di fotocopie di preventivi che aveva inviato ad alcuni clienti. Resoconti di giornate di studio e conferenze sui nuovi social network furono invece risparmiati e messi al sicuro in una cartellina blu scuro. Quando stava per ricominciare la cernita, Silvestro fu attratto da un biglietto rosso e dorato. Inizialmente faticò a capire di cosa si trattasse, ma bastò fissare con attenzione la grafia con la quale era scritto per comprendere: era l’invito a quella stupida festa che tanto lo disturbava in quel momento. Scosse la testa, resistendo all’impulso di fare in mille pezzi quel bigliettino. In fondo Lucia era stata gentile ad invitarlo al suo ricevimento di Capodanno.

 

Silvestro non ricordava nemmeno l’ultima volta che aveva partecipato ad un party. Preso com’era dal suo lavoro di programmatore e tecnico del computer, aveva messo del tutto in secondo piano la vita sociale. Nonostante i reiterati tentativi della sua vicina di appartamento di coinvolgerlo in questa o quella attività. Un giorno o l’altro, le ripeteva, verrò con te, ma non ora, ho troppo da fare. Solo che quel giorno non arrivava mai e lei tornava all’assalto. Era estremamente tenace.

 

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L’uomo talvolta si chiedeva che tipo di rapporto ci fosse fra loro due. Non solo non riusciva a inquadrare Lucia, ma faticava persino a trovar la ragione dei propri comportamenti. Perché quella donna insisteva tanto con lui? Perché non si era ancora arresa di fronte ai continui dinieghi del programmatore malinconico? E perché questi, invece di trattarla con indifferenza o fastidio come faceva con tutte le altre persone che gli si avvicinavano eccessivamente, non le diceva mai con convinzione che doveva lasciarlo in pace?

 

 

 

Un boato empì l’aria gelida della notte e fece suonare qualche antifurto. Si udirono un paio di cani latrare. Silvestro fu riportato alla realtà di quel freddo 31 dicembre, trascorso, manco a dirlo, ancora una volta in solitudine. L’uomo si grattò la barba, quindi abbandonò i propri fogli e si alzò di nuovo. Si diresse verso la finestra, ma sebbene il suo sguardo fosse diretto al di là dei vetri, non fissava alcunché. Aveva ripreso a pensare. Pensava a quanto fossero complicati i rapporti umani, così poco chiari, così intricati e volubili. Altro che la rassicurante ripetitività di formule, codici e linguaggi di programmazione. C’era da uscir matti. E lui voleva essere sempre lucido ed efficiente. Aveva troppi interessi per sprecare tempo con amicizie e chissà cos’altro.

 

 

 

Dal coro proveniente dalla stanza accanto si rese conto che il conto alla rovescia per il nuovo anno era già cominciato.

 

30, 29, 28…bussarono alla porta. Chi era a quell’ora? 23, 22, 21…Silvestro si diresse all’entrata mormorando qualcosa a proposito del primo scocciatore del nuovo anno. 16, 15, 14…aprì la porta e si vide di fronte Lucia, bella come non aveva mai immaginato possibile. 8, 7, 6…fece appena in tempo a vedere che la donna aveva in mano due bicchieri di spumante, poi si trovò con le labbra incollate alle sue proprio mentre scoccava la mezzanotte.

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La festa di Capodannoultima modifica: 2011-12-30T14:15:00+01:00da carminedecicco
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5 pensieri su “La festa di Capodanno

  1. Che meraviglia!!!Questo e’il genere di cose che mi fa’impazzire! Che sia in un libro..in un film…Sara’che e’la verita’…sempre troppe difficolta’, sempre troppe reticenze, ostacoli, paure…sempre mille scuse per evitare l’inevitabile…

    Quando si desidera conoscere qualcuno perche’ci piace..ci incuriosisce..ci attrae e’difficile arrendersi…Lucia lo sa’bene e da Donna interessata non demorde…e fa’bene direi!

    Bellissimo post Carmine mi e’tanto garbato anche questo! Ma tanto tanto..! 🙂
    Ripasso domani per gli Auguri, buona serata!!!

  2. ciao Carmine,
    il racconto dello scrittore si ferma sul momento più alto dell’amore. Nella vita, a mezzanotte e tre….. cominciano i dubbi. Buona mezzanotte a tutto il mondo. robi

  3. Che bello Carmine questo scorcio di emozione! La risposta alle domande del protagonista viene data allo scoccare della mezzanotte di quell’ultimo dell’anno.
    Sono curiosa di sapere com’è andata a finire la serata. ;-))))

    E’ inutile dire… le donne sono più coraggiose in tutto e Lucia con la sua tenacia ha sciolto come burro fuso la misantropia di Silvestro, che come di solito fanno gli uomini ombrosi, si poneva troppe domande senza lasciare libero il cuore.
    E che cavolo, tocca sempre alle donne abbattere le barriere! ahahahah!

    Scrivi bene Carmine… ma questo te lo avevo già detto.

    Tantissimi auguri per questa sera e tantissimi auguri anche per i tuoi scritti!
    Un bacetto a mezzanotte sotto il vischio sul mio blog.
    Nadia

  4. Buon Anno Carmine e che sia migliore di questo che sta’per concludersi. Che porti a tutti noi una ventata di speranza vera, di cose buone su cui lavorare e di futuro…
    Un’Abbraccio.

  5. L’anno vecchio ci saluta,
    portando via con se:
    gioie ed emozioni,
    ma anche tante preoccupazioni,
    lacrime di contentezza
    ed anche quelle di tristezza,
    che il prossimo anno sia migliore,
    questo è il mio augurio che parte dal mio cuore!

    Buon 2012 da Giuseppe.

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