Maigret (e Simenon) all’Insegna di Terranova

All’insegna di TerranovaIl mio amore per il commissario Maigret è nato tardi, è vero. Ma, come si suol dire, meglio tardi che mai! Ed è nato in digitale, sullo schermo antiriflesso del mio ereader. Non mi è dato sapere cosa avrebbe pensato il burbero poliziotto se avesse avuto modo di vedere questa diavoleria elettronica che permette di leggere e conservare centinaia di romanzi portandoli comodamente e sempre con sé.

Quello che so, però, è che, al di là del supporto, le indagini del personaggio creato nel 1929 dallo scrittore belga Georges Simenon riescono sempre ad avvincere il lettore. Appare chiaro anche leggendo “All’Insegna di Terranova” (titolo originale francese “Au Rendez-Vous des Terre-Neuvas”, conosciuto in Italia anche col titolo “Al Convegno dei Terranova”), il nono dei romanzi polizieschi con protagonista il celebre commissario.

Le forze dell’ordine non vanno mai in vacanza, e così, mentre Maigret si prepara per le sue annuali ferie in Alsazia, riceve una lettera da un vecchio compagno di scuola diventato insegnante, nella quale questi gli chiede di indagare su un caso di omicidio che vede coinvolto un suo ex studente, Pierre Le Clinche, telegrafista del peschereccio Océan accusato di aver ucciso il suo capitano.

Maigret convince la moglie a passare le vacanze a Fécamp, dove comincia a indagare ufficiosamente. Come al solito il commissario si immerge nelle atmosfere nelle quali si trova a muoversi per scoprire la verità. E noi con lui veniamo circondati da marinai ubriaconi, donne timide o avvenenti, mogli gelosi. Respiriamo con lui l’aria impregnata dell’odore di salsedine, ci facciamo influenzare dalle credenze di chi per mestiere solca il mare. Personaggi forti e ritrosi, fragili e malinconici. Tutti poetici, a modo loro.

Pur con una prosa senza fronzoli o artifici evidenti, Simenon riesce a far salire i lettori a bordo del peschereccio, a far vivere loro quell’aria greve di sospetto e senso di colpa, di maledizione.

Restando a terra Maigret riesce a risolvere un delitto avvenuto in mare aperto e un altro avvenuto nel porto, ma le cui motivazioni vanno ricercate tra le onde. Noi, restando comodamente seduti – dove, non ha importanza – leggendo le pagine di questo romanzo viviamo una gran bella storia, povera di azione, certo, ma coinvolgente e gradevole. Hai fatto di nuovo un buon lavoro, commissario!

Maigret (e Simenon) all’Insegna di Terranovaultima modifica: 2014-03-13T12:07:34+01:00da carminedecicco
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