Halloween: uno scambio epistolare (2)

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Caro Cristopher,

con alacrità e piacere rispondo alla tua ultima lettera, risalente a solo qualche giorno fa. Come vedi, sto migliorando, non ti costringo più ad attese troppo lunghe ed impazienti. Se dovessi darti, come proprio tu mi hai chiesto, notizia delle novità che riempiono i miei giorni, i giorni di questo strano ed altalenante Ottobre, beh, lascerei la pagina bianca, completamente bianca. Tutto procede tranquillo, ordinario, come un fiume che senza sussulti, dalla sua fonte in alta montagna, scende giù a valle, per poi tuffarsi in un mare tanto grande quanto agognato. Il mare, meta ultima e obiettivo primo del mio percorso, per ora è ancora distante, e parecchio! Ma confido che il mio viaggio giunga – prima o poi – a buon termine. Io, nel frattempo, mi godo il tragitto. Cosa c’è di più saggio da fare?

Me lo godo, specialmente, quando lungo il percorso incontro giorni ed eventi particolari, da segnare sul mio calendario col lapis rosso, per usare parole tue. E, tra Ottobre e Novembre – due mesi forti e robusti, ma fin troppo spesso bistrattati e snobbati – un periodo particolare c’è, ed è quello che culmina nei tre giorni che vanno dal 31 al 2, dalla vigilia di Ognissanti al giorno dei Morti. È come se in quest’occasione le acque del fiume che poco sopra ho paragonato alla mia vita, accelerassero il proprio moto, scorrendo presso piccoli villaggi dimenticati e assopiti, ricoperti di un manto arancione, rosso e marrone, pieni di alberi che si vanno spogliando, colmi di misteri che si vanno infittendo. La nebbia, grigia e pesante, riempie l’aria, mentre agli ingressi delle lignee case sono esposte zucche intagliate, con ceri accessi, di giorno e di notte. E quante storie si raccontano presso le rive di questo veloce ed indomito fiume! Storie di fantasmi, spiriti, amori infelici divenuti orrori – macabri, tristi orrori. Storie che riecheggiano anche nei vicini boschi, folti e selvaggi, storie che impressionano i bambini, stuzzicano le menti degli adolescenti, divertono gli adulti.

Insomma, avrai capito che Halloween e tutto il suo bagaglio di paura e mistero, sospetto e vecchie storie, a me piace, e parecchio. Qualcuno talvolta mi chiede: «ma come, perché ami tanto una festa straniera?» e io allora, paziente e disponibile, gli spiego che le origini di questa festa sono europee e segnatamente celtiche, che dopo la conquista della Bretagna quel corredo di riti e celebrazioni è stato diffuso anche a Roma, nell’immortale, eterna città. Qui – non vi è dubbio – la ricorrenza della cosiddetta notte delle streghe ha subito delle modifiche, e altre sono sicuramente intervenute con la diffusione del Cristianesimo. Sì, certo, è una festa pagana, che oramai ci è diventata estranea, ma, in fondo, è una festa umana, nel senso più profondo del termine. Una festa che libera passioni e timori antichi quanto le pietre, vetusti, immortali testimoni del tempo che fu.

Quello che proprio non capisco – ma sono pronta ad ammettere che sia un mio difetto, una colpevole e solo mia incapacità – è perché festeggiare la notte di Halloween in discoteca, a ballare. Perché? Per chi? Non so, per me l’ideale sarebbe un film horror, qualche scherzo un po’ macabro o qualche bella passeggiata. Tu, ovvio, saresti tra gli invitati di quest’eventuale serata, ma come al solito, la distanza che intercorre tra noi rovina tutto.

Curiosa di sapere come passerai la notte del 31, ti invito a rispondermi quanto prima. Nel frattempo, ti invio i miei più calorosi saluti.

Baci,

Feny

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Halloween: uno scambio epistolare (2)ultima modifica: 2009-10-28T20:44:00+01:00da carminedecicco
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