Il “Delitto e castigo” di Pasolini

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Pier Paolo Pasolini, in quella che egli stesso definisce «un’umile chiacchierata», analizza il dostoevskiano “Delitto e Castigo”. Parte da lontano, evitando di sbandierare immediatamente ai suoi interlocutori l’omicidio di cui il protagonista, ossia «il giovane uomo di ventitré anni», si macchia: il delitto del titolo, appunto. Pasolini parla del traumatico ed edipico amore del protagonista, della contiguità per lui dell’esperienza dell’amore e dell’odio, della sua sessuofobia. Un inizio d’analisi molto freudiano, quindi. Poco oltre, poi, quando ancora non ha svelato nulla o quasi dell’intera vicenda romanzesca, eccolo nominare Kafka, sì, proprio il Kafka delle “Metamorfosi”, del “Processo”, dell’uomo-insetto. Infine, a terminare il trittico, ecco Nietzsche. L’intera teoria di pensiero di quel ragazzo di ventitré anni, Raskol’nikov, è nietzschiana: il delitto lo rende un uomo superiore, anzi un superuomo «al di là di ogni valore morale istituito». Solo che nietzschiani è facile esserlo solo a parole: subentra così il senso di colpa, ossia un’anticipazione del castigo del titolo. L’altra parte del castigo, Raskol’nikov la sconterà con i lavori forzati, esperienza nella quale sarà accompagnato da Sonja, la prostituta-martire che per prima ascolta la confessione del colpevole. Solo dopo la morte della madre il giovane Raskol’nikov sarà in grado di amare senza sadismo Sonja: inizia qui una nuova storia, mentre quella di Dostoevskij finisce così, nel segno del Vangelo al quale il protagonista ritorna. E alla fine delle sue pagine di commento anche Pasolini si rende protagonista di un ritorno: a Freud, Nietzsche e Kafka:

«Non solo Dostoevskij ha prefigurato Nietzsche e tutta la cultura nietzschiana, non solo ha prefigurato Kafka, cioè almeno metà della letteratura del Novecento, ma addirittura ha prefigurato, precorso, preteso Freud. A meno che egli non sapesse già tutto ciò che Freud avrebbe scoperto».

Considerazioni, queste, che riempiono Pasolini di sconfinata ammirazione per lo scrittore russo. E noi anche.

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Il “Delitto e castigo” di Pasoliniultima modifica: 2010-07-08T16:10:00+02:00da carminedecicco
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