Il “Tango” di Corto Maltese

 

 

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…anzi non sono nessuno per giudicare. So solamente che ho una antipatia innata per i censori, i probiviri…ma, soprattutto, sono i redentori coloro che mi disturbano di più.


Con “Tango” Corto Maltese ritorna in Argentina a quindici anni di distanza dalla sua partenza, come è sottolineato più volte dagli stessi protagonisti di quest’avventura. Proprio il tema del passato che ritorna, che si fa presente, che, nonostante il tempo trascorso, è ancora lì in tutta la sua forza e pericolosità, è una delle linee dominanti dell’ultima avventura del fascinoso marinaio figlio di Hugo Pratt ambientata in Sud-America. Corto ritorna e, con lui, i fantasmi degli inizi del ‘900, quando la Patagonia era teatro dello scontro tra banditi nordamericani e forze dell’ordine argentine. Ovviamente, come sempre accade, in quel tramestio non poteva non esserci anche lui, il marinaio maltese, in compagnia dell’amico-nemico di sempre, Rasputin. Del resto, come dice Esmeralda, le “cose antiche” sono sempre il motore delle avventure di Corto.


Ma perché ora ha fatto ritorno a Buenos Aires? Non è giunto certo per cercare tesori dimenticati o bottini indivisi. Forse non è più tempo per questo genere di cose. Corto cerca un’amica in difficoltà, Louise Brookszowyc, che sarebbe caduta nella rete della Warsavia, una coalizione di ruffiani. Ben presto però si scopre che la donna è stata uccisa insieme a un amico, giornalista che faceva troppe domande. Louise ha però lasciato una figlia.


Tra omicidi, corruzione di politici, di antiche e ricche famiglie e di agenti di polizia, Corto andrà in cerca della piccola per portarla con sé in Europa. Sarà aiutato da donne incantevoli, come l’intrigante Esmeralda, e testimoni dell’esistenza passata, come il bandito Butch Cassidy, vivo nonostante le apparenze, ma nascosto sotto mentite spoglie. Ancora una volta Pratt fonde fantasia e storia, personaggi reali e personaggi immaginari in un continuo sforzo di interpretare e riscrivere la storia.


Nonostante l’intricata vicenda noir sia ambientata nel 1923, e l’ambiente ritratto sia un po’ idealizzato da Pratt a causa del suo grande amore per esso, i temi affrontati sono attualissimi: la corruzione, l’orchestrazione dell’opinione pubblica (più attenta agli incontri di boxe che allo sterminio dei connazionali!), la contiguità tra potere politico, potere economico e criminalità più o meno organizzata. Nel fumetto poi, c’è una continua oscillazione tra il polo della rivolta, della necessità di cambiamento, e quello invece dell’adagiamento, del fatalismo. Tema, questo, presente anche in Borges, il cui nome non a caso ritorna più volte nelle vignette.


Ma tra tanto realismo, tra prostitute, lenoni, membri dell’Esercito della Salvezza e oscuri manovratori, non mancano simboli del magismo prattiano, come le doppie lune visibili nel cielo di Buenos Aires, che non hanno voglia di crescere o calare, e che chiacchierano amenamente con Corto.


Tango è una delle storie in cui meglio si può appurare la simmetria tra la vita di Corto Maltese e quella del suo autore. Hugo Pratt, infatti, visse per tredici anni in Argentina, e anch’egli, dopo aver lasciato quella terra, vi fece ritorno, quando il Paese però era molto cambiato: l’Argentina al suo ritorno era infatti divenuta la terra dei Desaparecidos e del regime di Videla.

Il “Tango” di Corto Malteseultima modifica: 2011-02-05T18:45:00+01:00da carminedecicco
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