Il sindaco troppo preciso

Non credo che conosciate il protagonista della fiaba che sto per raccontarvi, ma di sicuro avete incontrato persone come lui nella vostra vita. Si tratta di un tipo molto preciso, pignolo, ordinatissimo e mai disposto ad abbandonare una propria idea. Non che fosse cattivo, chiariamoci, ma senza dubbio era un po’ troppo fissato e puntiglioso.

Accade che quest’uomo, poiché era anche molto intelligente e capace, fu eletto sindaco della città nella quale abitava. Subito si rimboccò le maniche e iniziò a lavorare per il bene di tutti i cittadini: pulì le strade, allargò le piazze e abbassò le tasse. Ma non si fermò qui: fece sistemare al centro della città la statua del fondatore, il primo uomo che era venuto ad abitare in quel posto e che lo aveva popolato con i suoi figli. Si poteva ben dire che l’intera popolazione della città discendesse da quell’uomo saggio e giusto.lutuli20_Piazza dei Nobel a Citta del Capo statua.jpg

Ora, siccome tutti portavano grande affetto e rispetto nei confronti del fondatore, il sindaco pensò bene che tutti dovevano cercare di essere quanto più possibile simili a lui. E fu così che stabilì che tutti dovevano avere i capelli biondi, gli occhi chiari, la carnagione candida, proprio come lui. Tutti dovevano parlare la lingua di quell’uomo, credere nello stesso Dio e comportarsi allo stesso modo. Così anch’essi sarebbero stati buoni come il fondatore.

Ma ovviamente in città abitavano anche persone che avevano i capelli e gli occhi scuri, o che credevano in un altro Dio. Il sindaco, allora, decise di mandarli via. Non che avesse qualcosa contro di loro, ma era un tipo preciso, come abbiamo già detto, e voleva che tutti fossero uguali al fondatore della città.

Qualche tempo dopo il sindaco si rese conto che tra le persone che avevano i capelli biondi, alcune li avevano biondo chiaro, altri biondo scuro. Prese allora un quadro che raffigurava l’illustre antenato di tutti loro, e si accorse che la sua chioma era sì bionda, ma di un biondo più scuro. Scrisse allora un’altra legge con la quale allontanò dal paese le persone che avevano i capelli troppo chiari. E fu soddisfatto di essere stato ancora una volta preciso e ordinato nel governare la sua città.

Ma la sua soddisfazione non durò a lungo: aveva infatti notato che i suoi concittadini non erano tutti alti come la statua al centro della città. C’era infatti chi era un po’ più alto, e chi, invece, un po’ più basso. Fece allora misurare tutti quanti, e comandando di mandar via chi non avesse la stessa altezza di quell’uomo tanto giusto.

Bene, si disse, il mio lavoro va a gonfie vele, e io sto governando la città con saggezza e precisione.

occhio 1.jpgDi lì a poco, però, fu costretto a fare i conti con una nuova scoperta. Guardando bene il quadro del fondatore della città, che nel frattempo aveva appeso nel palazzo del Municipio, si rese conto che il colore dei suoi occhi era molto particolare: erano chiari, è vero, ma la pupilla aveva delle venature più scure. Chiamò allora il migliore oculista della città, chiedendogli di esaminare gli occhi di tutti. Solo chi avesse avuto un occhio identico a quello raffigurato nel quadro sarebbe potuto restare in città.

Ma nessun abitante del luogo aveva quella caratteristica, e così tutti  furono costretti ad andar via, oculista compreso.

In città rimase solo il sindaco, convinto di aver agito giustamente, anche se si sentiva solo e si chiedeva che senso avesse governare una città vuota. Poi, siccome era una persona corretta, decise di sottoporsi all’esame dell’occhio, per vedere se almeno il suo fosse uguale a quello del fondatore. Per far ciò, si guardò con attenzione allo specchio, visto che non era rimasto più un oculista per controllare. Con sua grande sorpresa, però, si rese conto che nemmeno il suo occhio era identico a quello dipinto nel ritratto.

Fu allora che capì che non esistono persone totalmente uguali alle altre, né totalmente diverse. Il suo progetto di creare una città abitata soltanto da persone simili al fondatore si era rivelato una vera sciocchezza – sì, utilizzò proprio quest’espressione!

Allora decise di andare in cerca dei suoi concittadini, per chiedere loro di tornare in città, visto che da allora in poi avrebbe tollerato la diversità. Dopo aver viaggiato a lungo in solitudine, il sindaco raggiunse un paese abitato da migliaia di persone diverse tra loro: alti, bassi, magri, grassi, castani, biondi, neri, bianchi, gialli, belli brutti. Proprio qui si erano stabiliti i suoi vecchi concittadini, e non appena li riconobbe, ammise il proprio errore e chiese loro di ritornare. Ma questi si trovavano così bene in quel paese dove l’aspetto di tutti e la cultura di tutti erano accettati, in cui la differenze erano considerate ricchezze da conoscere e amare, che non vollero più tornare indietro. Città vuota.jpg

Il sindaco, deluso, si avviava a far ritorno alla sua città disabitata, quando le persone del posto lo invitarono a restare con loro e a far festa tutti insieme.

«Ma io sono una persona seria e precisa, e non amo molto le feste: sono troppo diverso da voi» rispose il sindaco.

«È proprio questo il bello» gli dissero gli altri, abbracciandolo come fosse uno di loro. Fu così che da allora in poi, il paese ebbe un nuovo abitante.

Il sindaco troppo precisoultima modifica: 2011-03-28T14:46:13+02:00da carminedecicco
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2 pensieri su “Il sindaco troppo preciso

  1. Non ci crederai se te lo dico…ma mi sta venendo una tentazione….Stamparla e abbandonare un po’ di copie in giro per il mio paese. Un po’ come quell’idea dei libri, hai presente? Non hai idea di quanto ce ne sarebbe bisogno qui, nel paese in cui vivo. Lo posso fare? Non sto scherzando…
    Ciao

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