La quarantena in attesa del Natale

Il cielo era grigio, l’aria ingrata. Nella stanza risuonavano i sospiri di sua moglie, che invano cercava di tirar fuori dal grosso schermo che aveva di fronte la quadratura dei numeri che chiedeva a gran voce, quasi implorava, il vecchio collega che parlava romano dentro le spesse cuffie che cingevano la testa di lei. Lui se ne stava per conto suo, un po’ infreddolito e un po’ dolorante, mentre si chiedeva quando il cattivo sapore che avvertiva al palato avrebbe significato anche per lui la perdita del gusto. Fu in quel momento che il telefono vibrò ancora una volta. Lesse con noia il nome che comparve sullo schermo illuminato: non aveva voglia di dare aggiornamenti sul suo stato di salute. Da giorni era tutto un chiedergli come si sentisse, quali sintomi avvertisse. Non voleva parlare, desiderava solo che gli fissassero un appuntamento per quel dannato tampone. Il Natale era alle porte, quanto prima sarebbe dovuto tornare al lavoro. Mai come quell’anno c’era bisogno di nutrire fiducia nei valori che il 25 dicembre, da sempre, rappresentava. Scossa dalla pandemia, la comunità aveva necessità di sapere quel giorno diverso dal mondo che lo esprime, il mondo dei puri profitti, senza inconscio e senza stelle. Una frase letta su un libro che lo aveva colpito, una frase che gli era piaciuta e che aveva preso a utilizzare pensando al Natale. Lui, col suo lavoro, contribuiva a renderla concreta. Sì, era così: decise di scacciare con un gesto della mano il pessimismo delle ultime ore. Anche senza luci in strada ed addobbi sfarzosi il Natale sarebbe arrivato lo stesso.cropped-Alla-ricerca-della-Luna-Rossa-1.jpg

La quarantena in attesa del Nataleultima modifica: 2020-11-27T11:23:43+01:00da carminedecicco
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