Le carte dell’Epifania

Carmine fu il primo ad arrivare. Bussò al citofono alla sua maniera, molto leggermente, in modo impercettibile diceva qualcuno. Ma il padrone di casa sentì l’avviso acustico.
«Carmine?» domandò incerta la sua voce metallica. Non si era sbagliato. Un minuto dopo i due vecchi amici si abbracciavano nel salone della villa.
«Ti trovo in forma!» dichiarò l’ospite a Salvatore spostando lo sguardo dall’uomo agli addobbi della camera: diverse calze erano appese alle pareti, qualcuna era adagiata ai piedi del grosso albero che centreggiava nell’ambiente illuminato da luci soffuse  e da ceri e permeato dalle note di melodie natalizie.
«Begli addobbi. Merito di tua moglie?». La risposta era ovvia. I due si sedettero, poi il più giovane versò un bicchiere di vino al nuovo arrivato. Chiacchierarono un po’ del più e del meno, senza tuttavia dirsi nulla di veramente importante. Per farlo avrebbero aspettato gli altri.

Davide si presentò dopo una decina di minuti, con una bottiglia di champagne e una valigetta che a tutt’evidenza conteneva fiches e mazzi di carte.
«Le carte le tengo anch’io» disse Salvatore, a metà tra l’indispettito e il divertito. Cionondimeno accettò volentieri la bottiglia che subito ripose nel frigo. Fece un po’ di fatica a trovare uno spazio lasciato libero dai dolci delle feste.
«E la tua famiglia?».
«Tutti a letto». Sì, era sempre così. Il Natale e il Capodanno ognuno lo trascorreva per conto proprio, tra parenti, colleghi di lavoro e nuovi amici, ma la sera dell’Epifania i quattro vecchi compagni si riunivano per giocare a carte e raccontarsi un anno di vita trascorso perlopiù a distanza, con il silenzio e la lontananza intervallati da fugaci saluti telefonici. Il sei Gennaio però ci si vedeva, e non c’era moglie o figlio che potesse trattenerli.
«E Francesco quando viene?».

Quando arrivò anche lui, i quattro si sedettero attorno al tavolo da gioco. Oltre a carte, monete e fiches, vi erano diverse bottiglie di vino, cassate siciliane e fette di pandoro. Il necessario per una lunga nottata tra uomini ormai adulti, ma ben felici di sentirsi ancora in parte ragazzi.
«Vi ricordate la vacanza in Spagna?». Come potersene dimenticare. Così come non potevano essere scordate altre decine e decine di momenti passati insiemi.
«E i vostri figli, cos’hanno ricevuto dalla Befana?» domandò Francesco mentre osservava con perplessità le carte che aveva tra le mani.
Le risposte che ottenne gli servirono l’occasione ideale per lamentarsi delle nuove generazioni, tutte cellulari e videogiochi. «Noi costruivamo casette di legno sugli alberi e andavamo in bici». Era vero, e ognuno aveva nostalgia di quei tempi, tempi remoti, senza dubbio, eppure rimasti così vividamente impressi nella loro coscienza, molto più di altre esperienze, forse anche più gratificanti, ma di certo più effimere.

«Hai una fortuna sfacciata» protestò Salvatore gettando con stizza le proprie carte a Davide, vincitore ancora una volta del giro. Questi sorrise, ricordando agli altri come fosse difficile battere un giocatore come lui, tutto cervello, azzardo e fortuna: «perché la fortuna aiuta gli audaci».
E audace Davide nella vita lo era stato: aveva rischiato l’intero patrimonio familiare in alcuni investimenti tutt’altro che sicuri, ma alla fine era riuscito a far compiere il salto di qualità all’azienda. Ora era ricchissimo, ma aveva nostalgia delle domeniche pomeriggio della sua prima giovinezza, quando i suoi compagni dopo pranzo lo raggiungevano a casa per vedere tutti insieme le partite di calcio.
«Perché non ci facciamo l’abbonamento allo stadio per la prossima stagione?» domandò d’un tratto Francesco, famoso per le sue innumerevoli proposte inattuabili, come se avesse letto nella mente dell’amico. Ma no, dissero che non si poteva, ognuno con i propri impegni, con le proprie famiglie.

«Eppure è bello che ci è rimasto almeno questo appuntamento» rifletté Carmine mostrando a tutti le carte che gli avrebbero permesso di vincere la mano. Ma non era per la vittoria che si sentiva felice.

Epifania (2)

Le carte dell’Epifaniaultima modifica: 2012-01-05T14:11:47+01:00da carminedecicco
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4 pensieri su “Le carte dell’Epifania

  1. Ciao Carmine, i tuoi racconti ci proiettano direttamente sul posto, ci fanno sentire i profumi di dolci e vino, udire note di musica nostalgica e… ma poi l’hai vinta la partita a carte? :-)))))

    Ciao, buona Epifania e un abbraccio!
    Nadia

  2. Le nottate così sono rari momenti che restituiscono tutta l’energia dei 20 anni e non potrei farne mai a meno. Con i miei vacchi amici accanto sarò un ragazzo per sempre, anche solo se per qualche sera l’anno!
    Ciao
    Andrea

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