I giorni del contagio (3)

Oggi avrei voluto restare tutto il tempo a casa, ma un’incombenza dell’ultima ora mi ha spinto di nuovo in giro. All’imbocco della superstrada c’è un posto di blocco, mi fermano. Mi chiedono l’autocertificazione, spiego dove vado e perché, quindi mi lasciano proseguire lungo la mia strada. Nel tragitto non c’è quasi nessuno, sarà il giorno, magari anche l’orario, ma guidando l’impressione è la stessa di quando si rincasa di notte, solo che ora in cielo c’è il sole, sebbene nascosto dietro alle nuvole. Per il giornale c’è poco da scrivere che non riguardi il coronavirus, finisco prima del solito e mi concedo un paio di videochiamate. Dopo cena io e Anita vediamo un film. I primi minuti non li riusciamo ad ascoltare: da fuori viene una musica forte, ancora canzoni cantate dai balconi e dai cortili dei palazzi e delle case vicine. Qualcuno accompagna la musica e le parole con le stelline che si usano per salutare il nuovo anno, altri usano le torce dei cellulari. È finita un’altra assurda giornata.Stelline Capodanno

I giorni del contagio (3)ultima modifica: 2020-03-14T23:40:10+01:00da carminedecicco
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