Il cero del giorno dei morti

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Arde nell’urna piccina

 

il cero del giorno dei morti:

 

saluta con la fiamma leggera,

 

protetta dal vento e dall’acqua,

 

le anime dei trapassati

 

che vanno vagando di notte

 

tra le strade deserte e affogliate.

 

 

 

Arde nell’urna piccina

 

il cero del giorno dei morti:

 

consuma se stesso pian piano,

 

dall’alba alle ore più tarde,

 

allorquando nei letti riposa

 

la gente pietosa stancata

 

dal giorno di visite e pianti.

 

 

 

Arde nell’urna piccina

 

il cero del giorno dei morti:

 

chi lavora di notte lo vede,

 

con la mano si segna con fede,

 

ripensa ai suoi cari defunti,

 

li sente vicini tuttora;

 

benedice la loro memoria.

 

 

 

Arde nell’urna piccina

 

il cero del giorno dei morti:

 

per me che ritorno è un segnale

 

dell’affetto materno o paterno.

 

Sorrido chiudendo la porta

 

sapendo allumata la notte

 

dal cero del giorno dei morti.


Postilla: scritti qualche giorno fa, questi versi mi hanno fatto un po’ riflettere. A breve riporterò il frutto delle mie elucubrazioni 😉

Il cero del giorno dei mortiultima modifica: 2011-11-06T12:00:00+01:00da carminedecicco
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