Folgorazione numero tredici

 

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Seduto su un sedile non troppo comodo, ho assistito al progressivo riempirsi e svuotarsi del treno. Gente diversa si è avvicendata accanto e di fronte al mio posto, tutti uniti dalle lamentele per il caldo eccessivo, la condizionata malfunzionante. È luglio, un luglio particolarmente torrido: io sono in preda ad apatia e noia. Il treno rallenta, si infila in galleria…il vagone è semideserto, un rom chiede l’elemosina. Dimentico dove sono e chi sono, in preda a un male di vivere che viene da lontano. Poi d’improvviso il treno risorge alla luce, il cuore mi batte. A destra finalmente appare il mare.

 

Folgorazione numero trediciultima modifica: 2012-07-15T16:01:24+00:00da carminedecicco
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