Rabbia e munnezza

In un articolo apparso su un giornale di provincia, uscito il mese scorso, è stata affrontata la triste situazione di degrado e sporcizia che affligge due strade di un piccolo paese come tanti altri, nel napoletano. Le due strade mettono in comunicazione il centro cittadino che la periferia bassa del comune.

 

Si è parlato delle proteste (poche) e dell’ineluttabile rassegnazione di quanti in quelle due strade vi abitano o sono soliti passare, della frustrazione di chi vede una parte della propria città invasa dai rifiuti gettati da quanti si ostinano a non voler differenziare gli scarti e rispettare la raccolta porta a porta. Della delusione di quanti osservano giorno per giorno le vie davanti casa trasformarsi in discariche a cielo aperto ad esclusivo uso e consumo di prepotenti ed incivili uomini che riversano la propria immondizia nello spazio che è di tutti. Quindi di nessuno, secondo la loro distorta logica.

 

Nell’articolo si è fatta anche menzione ai tentativi del Comune di ovviare all’annosa questione, tentativi purtroppo del tutto inefficaci ad estirpare il problema alla base. Forse proprio per questi fallimenti negli ultimi giorni si è assistito ad una trovata, nuova e sconcertante, per invitare gli incivili sversatori a desistere dalla loro opera ed obbligarli a rispettare la legge.

 

In una delle due strade sono stati infatti affissi dei “manifestini” fai-da-te consistenti in fogli A4 stampati al computer con un’unica, perentoria frase scritta nero su bianco. Una frase con la quale si augura a chi smaltisce illegalmente i propri rifiuti, domestici e non, di morire di tumore. Non solo, l’inquietante augurio è esteso anche alla progenie, in un eccesso di rabbia che invita a riflettere.

 

La questione non è la crudeltà, giustificata o meno, della frase anonima, né bisogna star tanto a domandarsi se dopo la comparsa dei fogli la quantità di buste e scarti gettati per strada o sui marciapiedi è rimasta invariata o aumentata ugualmente. Il punto è un altro. E riguarda la condizione di quanti hanno costantemente sotto gli occhi lo scempio e il degrado ambientale, nonostante la raccolta differenziata, nonostante i proclami, nonostante tutto. La condizione di quanti dividono i propri rifiuti con ottimismo ed impegno, salvo poi veder vanificati i propri sforzi con un semplice sguardo fuori dalla finestra. La condizione di chi non trova altro da fare che scrivere improvvidi auspici per salvaguardare i propri spazi. Una condizione infelice, frutto di una situazione altrettanto infelice. Davvero non si poteva far nulla prima di far maturare in qualche onesto cittadino tanta rabbia e frustrazione?

Munnezza (10).JPG

 

Rabbia e munnezzaultima modifica: 2009-10-12T15:29:48+02:00da carminedecicco
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