V – Confronti (1 di 3)

L’attesa è finita. Ecco il 5° capitolo de “Il ciclo del Re di Pollena”, o meglio, la prima delle tre parti in cui ho diviso il capitolo a causa della sua cospicua lunghezza. In esso – vi anticipo – leggeremo del confronto tra i Consiglieri del Viale e i notabili del regno pollenese. Buona lettura.

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«Ebbene?» domandò il giovane abbozzando un sorriso e portandosi la mano sinistra dietro al capo, in modo da massaggiarsi con lentezza i corti capelli.

 

I due ospiti si guardarono per un attimo prima di rispondere, come per stabilire chi dovesse prendere la parola, quindi il più alto dei due esordì: «Come sai la situazione in questo periodo è tutt’altro che semplice». Si fermò, per soppesare la reazione del suo interlocutore. Questi non si lasciò sfuggire l’occasione per intervenire.

 

«Certo che lo so, è una vergogna! E nessuno che corra ai ripari» esclamò adirato. Serrò la destra in un pugno e poco mancò che non la sbattesse sul tavolo dove erano state poggiate le tazze del caffè appena bevuto.

 

«Se siamo qui, è appunto per questo» riprese l’altro. Fissò negli occhi il duca, quindi gli confessò quanto era stato deciso nell’ultimo incontro con il re, come prima risposta ai continui furti che imperversavano nella zona.

 

«E il loro comando a chi sarà affidato?» domandò con curiosità il nobile.

 

«Il colonnello I. comanderà le ronde notturne» intervenne il Consigliere che finora aveva taciuto. Allungò poi la mano per versarsi dell’acqua, dando così il tempo al duca di farsi un’opinione a proposito delle novità apprese. Quest’ultimo si passò un paio di volte la mano sulla faccia, sentendo sotto il palmo il leggero accenno di barba che era solito sfoggiare. Stava valutando la situazione. Non aveva mai avuto l’ambizione di regnare. La sua casata era sempre stata alleata con quella del nuovo sovrano, quindi era, tra i tre notabili, quello meno scontento della designazione che il vecchio re aveva fatto, abdicando. Ciò che desiderava era soltanto poter esercitare il controllo sulle zone che tradizionalmente erano sotto l’autorità della sua famiglia. Tuttavia se la congiura avesse avuto successo senza il suo appoggio le cose per lui sarebbero potute andar male. Del resto la mancanza di sicurezza che la congiura avrebbe creato avrebbe fatto innervosire i cittadini, e temeva che cavalcando il malcontento popolare qualcuno potesse approfittare per sferrare un attacco ai suoi domini se non fosse stato dalla parte giusta. I nemici non mancavano mai. Fu proprio per questi timori che cedette alla proposta degli altri due notabili ed entrò nella congiura. Ma ora sembrava che il re si stesse dando da fare e, a quanto vedeva, aveva l’appoggio dei Consiglieri. Almeno di due di loro.

 

 

«Dov’è Salvatore?».

 

«È andato ad informare il conte A. della nuova iniziativa reale». La risposta fu troppo pronta, e questo insospettì il duca. Sembrava studiata a tavolino in previsione della sua domanda, ma in effetti non aveva motivi per dubitare della sincerità dei Consiglieri, proprio lui, poi, che era un congiurato. Per la prima volta da quando aveva stipulato il patto con i suoi due alleati avvertì tutto il peso e le implicazioni di questa parola.

 

«Il re ha bisogno di tutto il nostro sostegno in questo momento. La situazione è difficile, ma le premesse per sistemarla ci sono tutte. Uniti ce la faremo» esclamò in tono solenne il Consigliere. Quando ebbe finito di parlare si alzò e lanciò uno sguardo all’altro.

 

«Possiamo contare sul tuo sostegno?» domandò questi.

 

Il duca fissò entrambi gli ospiti con attenzione, poi annunciò: «Il ruolo che ho in questa vicenda non mi lascia troppa libertà di scelta. Farò il possibile per restare quanto più vicino al re di Pollena».

 

I due ospiti ascoltarono con attenzione queste parole, e ciascuno attribuì loro un significato diverso. Ma per il momento non dissero nulla e seguirono il padrone di casa all’ingresso.

 

V – Confronti (1 di 3)ultima modifica: 2012-10-12T12:06:00+02:00da carminedecicco
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