Sogno d’Autunno

Casa_AutunnoFuori pioveva, ma senza troppa convinzione. Il vento, invece, soffiava forte. Faceva battere le imposte delle due finestre di legno della nostra casa, si intrufolava nella canna fumaria del camino, generando strani rumori. La luna era alta nel cielo, piena, grande, dolce, come in un acquerello disegnato da un bambino. Il terreno era tutto un manto di foglie marrone chiaro. Sussultavano quando venivano raggiunte dalle gocce di pioggia, e l’impercettibile rumore di stropiccio sembrava un malinconico rimprovero ai vicini alberi che le avevano lasciate cadere. Questi, alti e maestosi, ondeggiavano con i propri rami, variopinte braccia di mille deboli figlie. Tra le nuvole chiare si vedevano anche le stelle, minuscole spettatrici di uno scorcio da sogno al centro del quale vi era la nostra dimora di legno. Non molto grande, senza vernice, si ergeva in tutta la sua naturalezza al centro della radura. Io e te, appoggiati agli stipiti della porta semiaperta, guardavamo i colori della notte, ne ascoltavamo la languida musica. Ci avvolgeva il profumo liberato dalle candele che ardevano sui pochi mobili che costituivano l’arredamento del nostro rifugio. Profumo di viole che si diffondeva in ogni angolo del soggiorno, prima di venirci a trovare sulla soglia dell’ingresso, nella sua ansia di uscir fuori, mischiarsi all’aria bagnata. Eravamo soli in mezzo alla natura, così lontani da tutto, che nemmeno i pensieri tristi riuscivano a raggiungerci. Soli e felici al limitar dell’autunno, lontani eppure in mezzo allo spettacolo della vita che scorre, procede, fluisce, disinteressata agli affanni e ai ritmi frenetici degli uomini.

«Andiamo a sederci sul divano» ti dissi, prendendoti per mano.

Sogno d’Autunnoultima modifica: 2011-10-01T17:29:24+02:00da carminedecicco
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