Diciotto riflessioni (VI)

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Qualche giorno fa procedevo in auto, lentamente, lungo una via di campagna, lo sguardo che vagava dalla strada ai rami degli alberi sui quali i fiori bianchi e rosa hanno lasciato il posto a foglie di un verde intenso. “Divieto di scarico” diceva un avviso scritto a mano che catturò la mia attenzione. Sorrisi: come può chi è insensibile alla … Continua a leggere

L’ineluttabilità dei fiori

Fiori

Da giorni i primi fiori sono comparsi sugli alberi delle nostre campagne. Sono incantevoli, come sempre. Ma, come sempre, sono anche assai temerari. Quelli più precoci hanno fatto la loro comparsa già la scorsa settimana, mentre qui al Sud un’inusuale neve imbiancava terre, strade ed edifici. Gli altri sono arrivati qualche giorno dopo, quando il freddo era ancora intenso e … Continua a leggere

Diciotto riflessioni (II)

Albero spoglio

Non lontano dalle strade principali dei nostri paesi c’è tutto un mondo fatto di masserie e cupe, case costruite in prossimità degli alvei, strade nelle quali si procede a senso alternato, campagne coltivate o semiabbandonate, ma i cui padroni sono conosciuti da tutti nonostante l’assenza di confini divisori, tabelle, indicazioni. Un mondo fatto di ruderi in pietra e capanne di … Continua a leggere

Il ricordo dell’albicocca

albicocche

Non è stata la prima che ho mangiato in queste settimane, né tantomeno la prima che ho visto. Eppure, poco fa, è capitato qualcosa di curioso. Mentre mi aggiravo nella cucina invasa dalla luce del sole, il mio sguardo è caduto sulle albicocche e non ho potuto fare a meno di mangiarne una. L’ho presa dal piatto dove era insieme … Continua a leggere

AgriCultura – Diario di un giornalista con l’hobby della coltivazione (4)

  Dannata sia Medusa, maledetta megera! Ti pareva che quando io mi decidevo finalmente a metter nel terreno le mie anone non veniva il diluvio universale o giù di lì? Che tempo infausto, che meteo inclemente! Neanche ventiquatt’ore alle mie piantine per ambientarsi nella loro nuova casa, e vien giù tanta di quella pioggia da riempire il Grand Canyon dell’Arizona. … Continua a leggere

Giallo rosa bianco

Giallo, rosa, bianco. Li vedo così, non nell’ordine, ma piuttosto confusi, come in un disegno dipinto da un piccolo e disordinato colorista dell’asilo. Li vedo quando mi affaccio dalla finestra, quando cammino in auto per strade più lontane dal centro, quando l’autostrada costeggia le campagne dell’interno. Il giallo è quello delle mimose, che alte ed eleganti si stagliano contro l’azzurro … Continua a leggere

I Mercanti della neve

Mercanti della Neve

Da dietro la montagna lento si alza il sole. Improvvido è sorto anche oggi, pur sapendo di non riuscire a vincere la concorrenza con il freddo. I suoi raggi illumineranno l’aria gelida senza riuscire a riscaldarla, rifulgeranno sulla neve addormentata ai bordi delle strade, nei giardini delle case, nelle terre. Assisteranno poi al nuovo e intenso cadere di bianchi fiocchi, … Continua a leggere

L’autunno in campagna (2 di 2)

  Mi sembrava davvero incredibile che quel luogo, che quelle persone, esistessero davvero. La città con i suoi ritmi frenetici, lo smog, il traffico, gli alti palazzi, era a pochi chilometri di distanza. Eppure in mezzo a quella terra il tempo sembrava essersi fermato. «Fa caldo, un tempo il mese di ottobre non era così» mi dissero, spiegandomi le conseguenze … Continua a leggere

L’autunno in campagna (1 di 2)

  Chiusi il portone di casa alle mie spalle. Il sole era ancora basso nel cielo e l’aria non aveva ancora perso la freschezza di inizio mattino. Mi avviai lento verso l’auto, accompagnato dal fumo della mia inseparabile Marlboro.   Un quarto d’ora dopo ero di nuovo fuori dall’abitacolo della vecchia Ford, l’auto blu che mi portava a spasso ormai … Continua a leggere

Folgorazione numero sei

Aspetto un treno che tarderà guardando la montagna maestosa e ferita ergersi sulle campagne colme di spogli scheletri: sembra abbracciarci tutti nonostante tutto, mentre su di lei il cielo lento diventa chiaro e le nuvole si colorano di un rosa accidioso. Sono avvolto dal freddo, tra immigrate dell’Est che parlano inconoscibili e magici dialoghi senza umore né tempo, un giovane … Continua a leggere